economia news e media viaggi informatica internet salute e benessere int rattenimento e spettacolo sport tempo libero istruzio ne e formazione arte cultura scienza

Il Sondaggio

Cosa ne pensate della crescente contaminazione fra la musica classica e gli altri generi?

Guarda i risultati

Recensioni concerti

Organi storici della Campania: concerto conclusivo

A cura di Marco del Vaglio

Pubblicato il 30/06/2008

ALLA CHIESA DEL PIO MONTE DELLA MISERICORDIA EMANUELE CARDI E DAVIDE TROÌA CHIUDONO LA RASSEGNA CON UN PROGRAMMA DEDICATO AL SETTECENTO

foto intervento

L’ultimo appuntamento con la rassegna “Organi Storici della Campania”, organizzata dall’Associazione Scarlatti ha avuto come ospite un duo inconsueto, formato dall’organista Emanuele Cardi e dal contraltista Davide Troìa.

Il concerto si è svolto nella Chiesa del Pio Monte della Misericordia, in pieno centro storico, famosa per la presenza di uno dei più suggestivi quadri del Caravaggio, “Le sette opere di Misericordia”, dove si conserva anche un prezioso organo positivo del Settecento, proveniente dalla bottega del napoletano Tommaso De Martino.

Due i filoni seguiti nel programma proposto, entrambi legati al periodo di costruzione dello strumento.

Il primo, solo organistico, ha visto il maestro Cardi confrontarsi con pagine tratte dalla produzione di Durante, Corelli, Pergolesi e del padovano Gaetano Valerj (1760-1822).

Per quanto riguarda il secondo, esso era rivolto a pezzi sacri, per voce ed organo, tratti da lavori di Vivaldi (Stabat Mater e Gloria RV 589), Alessandro Scarlatti (Messa di Santa Cecilia), Pergolesi (Stabat Mater) ed Haendel (Messiah e l’oratorio Esther).

Molto bravi i due interpreti, con Cardi che in alcuni frangenti ha dovuto sostenere una vera e propria lotta con l’organo, causata da problemi legati ai registri (purtroppo bisogna constatare che molti degli organi presenti a Napoli necessiterebbero di una costante manutenzione, che non si effettua per mancanza di fondi, di abitudine o di entrambe le cose).

Dal canto suo Davide Troìa, ha fornito un’ottima prova, disegnando un interessante percorso nell’ambito della produzione barocca e mostrando un buon affiatamento con l’organista.

Si è così conclusa l’ottava edizione della rassegna “Organi storici della Campania”, che ha messo in evidenza una parte del patrimonio organistico napoletano, non sempre molto conosciuto, che andrebbe valorizzato e, soprattutto, salvaguardato.

Vuoi essere aggiornato sulle novità della guida?

Feed RSS XML vostro feed RSS