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"Dodici Liriche" di Vincenzo Squillante in prima assoluta

A cura di Marco del Vaglio

Pubblicato il 08/07/2008

SUGGESTIVO OMAGGIO ALLA MEMORIA DI QUASIMODO NELLA SALA DELLA LOGGIA DI CASTEL NUOVO A NAPOLI

foto intervento

Nella Sala della Loggia di Castel Nuovo, il compositore napoletano Vincenzo Squillante ha presentato in prima assoluta la sua composizione Dodici Liriche recitate e cantate del poeta Salvatore Quasimodo nel quarantesimo anniversario della morte, nell’ambito di un concerto dal titolo La Musica attraverso la Poesia.

Nove delle dodici liriche appartenevano alla raccolta Acque e Terre, pubblicata nel 1930, grazie alla quale Quasimodo si fece conoscere nell’ambiente letterario.

Da queste poesie della produzione iniziale, in gran parte autobiografiche, traspare un forte pessimismo e una costante nostalgia per i paesaggi siciliani, per la fanciullezza trascorsa nell’isola e per alcuni amori giovanili.

Delle rimanenti tre liriche prese in considerazione, Già la pioggia è con noi e Già vola il fiore magro, sono tratte da Nuove poesie, raccolta pubblicata nel 1942, mentre l’altra, Uomo del mio tempo, sicuramente la più forte e drammatica, è inserita in Giorno dopo giorno (1947), volume rivolto alle vicende belliche da poco terminate.

Partendo da questo materiale, Squillante ha dato vita ad un lavoro molto intenso, musicando ogni poesia ed affidandola ad un piccolo organico che prevedeva la costante presenza del pianoforte.

A seconda dei casi, lo strumento accompagnava un baritono o un soprano e si avvaleva anche dell’apporto del violino o della viola, e solo negli ultimi due pezzi il quintetto si presentava al gran completo.

Dal punto di vista stilistico, il compositore napoletano mostra di prediligere la tradizione ed i suoi punti di riferimento affondano le radici nel passato, per cui si possono riscontrare echi delle song inglesi, delle romanze italiane o della musica francese dei primi del Novecento e, quando affronta sonorità più spiccatamente moderne, lo fa con estrema moderazione, rendendo il tutto molto fruibile.

Il risultato complessivo porta ad una significativa integrazione fra musica e testi, che si traduce nella creazione di atmosfere particolarmente suggestive.

Un cenno finale meritano gli interpreti, tutti all’altezza del loro compito, a cominciare dal maestro Carlo Forni al pianoforte, punto di riferimento di provata esperienza, attorno al quale hanno ruotato ottimi cantanti come il baritono Vito Priante ed il soprano Paola Tedesco e strumentisti molto bravi quali Valeria Squillante (violino) e Andrea Tarantino (viola).

Ricordiamo, infine, Roberta di Domenico De Caro e Lucio Allocca, che hanno letto con intensità ed espressività le liriche, prima della loro esecuzione musicale.

In definitiva un pomeriggio che ha onorato la memoria di Salvatore Quasimodo e presenta come unico rammarico il fatto che, per la sua portata artistica e culturale, l'avvenimento avrebbe meritato sicuramente una maggiore risonanza in ambito cittadino.

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