Cosa ne pensate della crescente contaminazione fra la musica classica e gli altri generi?
A cura di Marco del Vaglio
Pubblicato il 14/07/2008
GRANDE SUCCESSO DEL RECITAL DI MAURIZIO REA, ORGANISTA TITOLARE DELLA CHIESA, NELL'AMBITO DELLE MANIFESTAZIONI IN ONORE DELLA BEATA VERGINE DEL CARMELO
Per le manifestazioni che precedono l’annuale Festa della Madonna del Carmelo, Maurizio Rea si è esibito nella Basilica Santuario del Carmine Maggiore, dove ricopre il ruolo di organista titolare.
Un incarico particolarmente prestigioso, poiché l’organo della chiesa napoletana ha una storia centenaria (fu costruito dalla ditta Francesco Mascia ed inaugurato nel 1907) ed inoltre è lo strumento più grande presente a Napoli in una chiesa.
Per il suo concerto, il giovane musicista ha scelto una serie di brani, che si sono alternati a meditazioni sulla Madre di Dio legate alla recente enciclica papale Spe Salvi.
Il programma è iniziato con il Magnificat primi toni BuxWV 203 ed il corale Dies sind die heil’gen zehn Gebot BWV 678, entrambi di Buxtehude, seguiti dal Preludio e fuga in la minore BWV 543 di Bach.
Con la dolcissima Ave Maria di Marco Enrico Bossi si è aperta la pagina rivolta agli autori italiani, completata dal vivace e piacevole Nuptialis Concentus di Eduardo Bottigliero e dall’intensa Preghiera di Franco Michele Napolitano.
Bottigliero e Napolitano furono, nell’ordine, anche i primi due organisti titolari della Basilica, dal 1907 al 1913 e dal 1913 al 1942 rispettivamente.
La chiusura è stata affidata a Litanies di Jehan Alain, talento morto in giovane età nel 1940 durante un combattimento sul fronte francese.
Figlio e fratello d’arte (il padre Albert fu organista e compositore, la sorella Marie-Claire, una delle più grandi organiste del Novecento, è tuttora in attività), il musicista ha lasciato una produzione che ancora oggi si distingue per la sua originalità, come dimostra anche il brano proposto nel concerto.
Per quanto riguarda l’interpretazione, Maurizio Rea ha fornito un’ottima prova, proponendo un programma articolato e impegnativo, grazie al quale ha potuto mostrare tutte le sue elevate qualità.
Meritato, quindi, il successo ottenuto davanti ad un pubblico accorso piuttosto numeroso, se consideriamo il caldo infernale e l’ora tarda, che ha accolto con molto favore anche il bis, una versione organistica della celeberrima Marcia n. 1, da Pomp and Circumstance Marches n. 1-5, op. 39 del britannico Elgar.
In conclusione una serata di estremo interesse, utile anche a colmare una personale lacuna, in quanto non ricordavamo che la chiesa del Carmine avesse un organo così maestoso.