
La storia della nazione croata è quantomai complicata e questo è dovuto ad un paradosso di fondo, l’essere stata per lunghissimi secoli senza una propria sovranità ed indipendenza, e nello stesso tempo, almeno nella sua parte principale, una libera nazione, non sottoposta al dominio di un potere straniero.
Complicato? Sicuramente sì, vediamo allora di chiarirci le idee.
In estrema sintesi, giunti tra il sesto ed il settimo secolo dall’odierna Polonia, i Croati, prima tributari della tribù iranica degli Avari si costituirono in regno nel 925 sotto Tomislav; il regno almeno come entità autonoma fu comunque effimero e già nel 1102 la corona fu concessa al re d’Ungheria, Koloman Arpady.
Unite le corone, la Croazia fu comunque considerata un regno autonomo retto da un Bano (signore, vicerè) e con proprie istituzioni.
Tale istituto venne mantenuto anche con il passaggio della corona di Santo Stefano agli Asburgo d’Austria e durò fino alla caduta dell’impero.
Bisogna dire che i Croati compensarono bene tale autonomia, dimostrandosi la nazionalità più fedele alla dinastia, cui fornirono per secoli tutta una serie di truppe scelte e mantenendo da allora un atteggiamento costantemente filotedesco, assolutamente inusuale per degli slavi, tuttora assai vivo e travalicante la stessa sfera politica.
Queste tradizioni di autonomia e di autogoverno terminarono bruscamente con la proclamazione del regno di Jugoslavia, sotto i Karageorgiovic serbi che si strutturò subito come uno stato unitario, assolutamente irrispettoso della storia dei popoli che lo componevano e dello stesso buonsenso.
Il lungo periodo di governo dei Bani, fu però fondamentale nella storia della Croazia, in quanto permise la sopravvivenza di una tradizione di autogoverno nonchè di un centro in grado di attrarre a sè l’aspirazione all’unità nazionale e nello stesso tempo evitò che questo si identificasse in una dinastia od in uno stato preesistente (vedi Savoia/Piemonte/Italia e Karageorgeovic/Serbia/Jugoslavia) e connotando quindi tutto il movimento nazionale croato in senso repubblicano e modernizzatore.
Non esiste poi neppure un titolo di Re di Croazia da rivendicare: l’ unico che possa, al limite, pretendere di presentarsi come legittimo sovrano dei Croati essendo il detentore dei titoli di Imperatore d’Austria e Re d’Ungheria.
Marcello Gusberti









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