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- Nati per soccorrere -

INTRODUZIONE METODOLOGICA AL "PRIMO SOCCORSO.

A cura di Marco Ferrara

Pubblicato il 02/04/2004

...dalla mia tesina di Primo Soccorso!

foto intervento

Prima di tutto voglio spiegare perché la mia tesina è sul primo soccorso e non sul pronto soccorso, che può sembrare uguale ma credo che ci sia differenza tra primo e pronto. Come si vedrà in seguito nel libro, subito dopo il paragrafo del corpo umano, inizierà la tesina con un piccolo trafiletto che spiega che questo libro serve a far capire le prime nozioni fondamentali, indicando con esattezza cosa fare o cosa non fare nell'intervallo di tempo tra l'insorgere di una malattia e l'arrivo del medico. Questo: prima del medico, è ovviamente un primo soccorso, infatti se non sei pronto, non puoi fare neanche il primo soccorso e allora quello che voglio dire che per essere primo devi essere anche pronto. Questo certamente è un servizio che noi portiamo non solo ad un nostro fratello o amico scout, ma a chiunque ne avesse bisogno, in qualunque momento della giornata. Nel guardare le prave del sentiero rosso, dove parla molto del soccorso, mi viene in mente anche di leggere un passo del vangelo che fa capire un po' meglio la prova. Mt. 6, 1 dice: guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il padre Nostro che è nei cieli. La prima riflessione che mi viene in mente è quella di fare servizio non per una ricompensa, che in questo caso sarebbe veramente buona, ma perché stiamo facendo qualcosa di buono, stiamo salvando una a, anche di una persona che non conosciamo, e questo secondo me va oltre ogni e. Dobbiamo capire e far capire ai ragazzi che questo può essere veramente un servizio il quale ci fa star bene con il nostro cuore. Io penso che noi capi dovremmo insegnare molto questa "materia" ai ragazzi, per far si che sappiano agire bene al momento del bisogno. Dico questo perché mi trovo a leggere una parte del sentiero rosso della 2 ° Classe che dice: avere nozioni fondamentali di primo intervento per fronteggiare razionalmente i casi più usuali, quali ecc.. La mia riflessione, dopo aver letto questa parie è senza dubbio la seguente: noi capi siamo capaci di spiegare, di far vivere nell'avventura del ragazzo, ovviamente simulato, tutte queste cose? siamo preparati per tutto questo? Io dico di no!!! Ho conosciuto parecchi capi che, se non sono di un'associazione di pronto soccorso, non capiscono o non sanno niente di questo argomento. Allora come pretendiamo di far mettere in pratica questo servizio ai ragazzi, quando noi siamo i primi a non farlo? Continuando a girare per i sentieri, noto che sempre in quello rosso, perni della 1 ° Classe, c'è una prova che dice: possedere un astuccio personale e averlo sempre con se nelle attività all'aperto. La mia domanda è questa: quanti Capi o Aiuti Capi portano questo astuccio con se? Se fossi io un esploratore mi ribellerei a questa prova dicendo ai capi che: se non lo portate voi perché lo dobbiamo portare noi! Che cosa risponderemmo noi capi? Io penso niente, perché il primo esempio lo dobbiamo dare noi. In un versetto, l'apostolo Luca 12, 35 dice: Siate Pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese. Anche qui troviamo la definizione: SIATE PRONTI, e con questo voglio riferirmi al nostro motto scout: EST OTE PARATI, siate preparati. Siate preparati per qualunque cosa accada, essere sempre vigilanti, essere sempre pronti ad aiutare qualcuno che si trova in difficoltà. Se prendiamo gli articoli della legge scout, notiamo che il terzo punto è quello che è, in questo caso, il più adatto. Infatti: LO SCOUT E' SEMPRE PRONTO A SERVIRE IL PROSSIMO! Penso che non devo dare molte spiegazioni di questo articolo, sono sicuro che tutti capiscono quello che ci vuole dire, che ci vuole insegnare. Invece voglio riflettere su un altra questione; quanti di noi, io compreso, attuano questo articolo? Io penso che siamo veramente pochi, e con questo dico che con questa attività di pronto soccorso possiamo mettere a frutto il nostro sapere nell'entrare in una associazione di pronto soccorso come Misericordia, Croce Rossa, Croce Bianca, Help Center, ecc. Perché se siamo veramente preparati e disposti anche a qualche sacrificio il nostro servizio può diventare anche qualcosina di più: un servizio continuo per quando riguarda far bene a qualcuno. Io penso che questa non sia perdita di tempo ma sarebbe perdita di tempo non farlo. Una cosa da ricordarsi sempre è certamente di fare servizio continuativo a favore degli altri, nel senso mettere in pratica il tutto e spiegare agli altri squadriglieri tutte le tecniche che abbiamo irato, ed è anche vero che in caso di disgrazia noi non siamo dei medici, ed è bene quindi chiamare subito un medico e fare tutto quello che possiamo. Concludendo voglio dire che è necessario tener presente, che in alcuni casi, voler far troppo a fin di bene potrebbe arrecare più danno che vantaggio, è questo credo che siano parole sacrosante. State sempre attenti e che Iddio aiuti tutti noi a mettere in pratica questo servizio in modo cornetto e continuativo.

(dalla mia tesina scouts)

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