Scopri che il tuo nuovo dirimpettaio è musulmano, tu:
A cura di Francesco Cocorullo
Pubblicato il 02/06/2005
Un'altra serie di parole.
Sceicco
Questa forse è la parola araba più usata da noi occidentali; secondo le nostre tradizioni lo "sceicco" è un mediorientale ricchissimo, proprietario di pozzi petroliferi, harem e palazzi. In effetti è anche così ma la fantasia spesso galoppa più del necessario; la parola sceicco equivale all'arabo shaykh (cfr. il nome della località egiziana sharm al-shaykh "la baia dello sceicco") che deriva dal verbo shakha ossia "invecchiare". Lo shaykh è propriamente il "vecchio" l'"anziano" e quindi per estensione il "dotto, colto" soprattutto in ambito religioso. E' un titolo onorifico che viene conferito solo agli imam ai leader spirituali; ad esempio il rettore della prestigiosa università al Azhar del Cairo è chiamato "maestro massimo" (al-shaykh al-akbar) poichè si tratta di una fra le principali autorità del mondo sunnita; abbiamo visto una ulteriore traduzione di shaykh "maestro". Questa è una delle valenze più usate.
Sultano
Il termine "sultano" epiteto di sovrani arabi deriva dal verbo sallata che significa "istigare" ma anche "dominare" ; da quest'ultima accezione derivano le parole sulta (potenza) sultan (sultano) e saltana (sultanato).
'Ulama'
Plurale della parola 'alim "dotto, colto"; gli 'ulama' (it. ulema) sono i teologi sunniti. Il vocabolo deriva dalla radice 'lm che significa "sapere, conoscere" letteralmente 'alim significa "colui che sa, conosce".
Terrorismo (irhab)
La lingua araba non ha una parola che traduca fedelmente il nostro "terrorismo"; si usa irhàb che significa più "intimidazione" che "terrorismo".