Scopri che il tuo nuovo dirimpettaio è musulmano, tu:
A cura di Francesco Cocorullo
Pubblicato il 07/07/2005
Con questo articolo esamineremo la fantastica storia dell'Islam, uno degli argomenti più importanti per comprendere l'Islam attuale.
L’epoca preislamica è nota col nome di giahiliyya che significa letteralmente “ignoranza” dovuta all’assenza della religione portante per il mondo arabo; tuttavia, parlare di “assenza della religione” appare improprio perché in Arabia esistevano tantissime religioni, però nessuna in grado di guidare la comunità con lo stesso ascendente dell’islam.
Le religioni preislamiche si fondavano su alcune città sante come Mecca e Medina (che era chiamata Yathrib) e su luoghi di culto vari, oltre che – in alcune circostanze – su religioni politeistiche poi duramente condannate dai musulmani; particolare attenzione meritano i Sabei, citati anche nel Corano. Giunti dalla Mesopotamia in Arabia, essi formarono un culto di grande rispetto e molto organizzato, codificato nella persona di un re-sacerdote, un garante nei confronti del dio ‘Athtar (loro principale divinità); i Sabei avevano imponenti città, erano bravi nella costruzione di impianti idraulici e furono i primi a dotare gli avamposti, i villaggi e le città di immense fortificazioni che le rendevano inespugnabili ai nemici.
È dunque in un contesto burrascoso e di difficile identità religiosa che nacque il culto islamico; infatti l’islam inizialmente doveva saziare quella sete di risposte che le religioni preislamiche non fornivano. La codificazione islamica, le sue regole, dovevano disciplinare la lascivia e l’arretratezza in cui si trovavano le popolazioni d’Arabia, quasi interamente beduine, le cui città constavano solo in miseri avamposti nel deserto.
Fonte:
Lo Jacono C., l'Arabia preislamica, in Filoramo (a cura di) Islam, Laterza.