Il Profeta Maometto e la rivelazione coranica - parte VI

Sesta parte della storia.

Il clan coreiscita provò in ogni modo a far cessare le suddette predicazioni, dapprima con discredito pubblico sulla figura del Profeta, poi con minacce e infine veri e propri atti sabotatori; ma la forza del nuovo culto era più forte di ogni azione contraria. I motivi per cui i pagani preferirono l’islam alle loro precedenti religioni possiamo schematizzarli così:

· Nel paganesimo non esisteva una preghiera canonica, ma solo litanie

· L’islam proponeva un ideale rapporto Dio-fedele senza figure intermedie (altri dei, sacerdoti)

· L’islam aveva una preghiera rituale ed una serie di atti obbligatori (pilastri) molto precisi oltre ad un testo sacro (Corano) in cui si disciplinava ogni cosa ad esso riguardante

Il Profeta codificò la preghiera (salat) rendendola obbligatoria per molte volte al giorno e includendola in un elenco di vari azioni richieste ai fedeli; il credente doveva volgersi verso Gerusalemme mentre pregava.

Muhammad voleva convertire tutti gli avversari alla sua religione e ci fu un episodio determinante in tal senso, quello dei “versetti satanici”; un giorno mentre predicava il Profeta disse:

“che ne pensate voi di Allat e di al-Uzzà e di Manat, il terzo idolo? Ecco le Gharaniq, la cui intercessione è cosa grata a Dio”.

Si trattava di una triade divina nativa dello Higiaz, regione d’Arabia in cui visse il Profeta e fu di conseguenza rivelato il Corano; ammettere la sua esistenza, e soprattutto sostenere che fosse “cosa grata a Dio” creò un caos totale, poiché andava a scontrarsi con l’assoluto monoteismo dell’islam. Per recuperare il rapporto con i suoi fedeli, il Profeta sostenne durante una nuova predicazione pubblica che a suggerirgli quelle parole non fu l’arcangelo Gabriele – come solitamente avveniva – ma Iblis, corruzione del greco diabolos, ovvero Satana, l’angelo ribelle che aveva rifiutato la sottomissione a Dio.

Sotto la retta guida di Gabriele, Muhammad poté così correggere quanto aveva in precedenza affermato, dicendo:

“che ne pensate voi di Allat e di al-Uzzà / e di Manat, il terzo idolo? / Voi dunque avreste i maschi e Lui le femmine? / Divisione sarebbe iniqua! / Esse non sono che nomi dati da voi e dai vostri padri, per i quali Dio non inviò autorità alcuna. Costoro non seguono altro che congetture e passioni dell’animo, mentre già giunse loro dal Signore la Guida” (53, 19-23). (continua)

Fonte cit nelle parti precedenti.

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Pubblicato il martedì 13 settembre 2005 in: Storia dell'Islam

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