Scopri che il tuo nuovo dirimpettaio è musulmano, tu:
A cura di Francesco Cocorullo
Pubblicato il 17/09/2005
Continua la "saga" sull'origine dell'Islam. Qui siamo all'Egira.
La situazione dunque prevedeva una quantità discreta di musulmani, convertiti da Muhammad, ai quali si opponevano diversi individui che non riconoscevano nell’islam la religione ufficiale e che come abbiamo visto si opponevano ai suoi dettami (elementi del clan Quraysh in testa); agli oppositori del primo islam è dedicata la sura 109, intitolata proprio al-kafirun (“i miscredenti”):
“o miscredenti! / Io non adoro quel che voi adorate / né voi adorate quel che io adoro / ed io non venero quello che voi venerate / e voi non venerate quel che io venero: / voi avete la vostra religione, io la mia” (109, 1-6).
Gli eventi precipitarono nel 619 quando il Profeta perse in un solo colpo l’amata moglie Kadiga e lo zio Abu Talib, suo protettore; la morte della consorte lo ferì profondamente, mentre quella dello zio gli portò parecchi problemi anche non affettivi poiché divenne capo del suo lignaggio un altro coreiscita, Abu Lahab, che non aveva affatto in simpatia il povero Muhammad; inizialmente le cose rimasero stabili, ma in seguito si aggravarono, allorquando Abu Lahab chiese al Profeta quale fosse stato il destino nell’oltretomba di ‘Abd al-Muttalib, capoclan coreiscita e suo nonno.
Infatti Muhammad sostenne che il nonno, essendo politeista e pagano, dovesse bruciare all’inferno: subito scattò l’ira di Abu Lahab, poiché quest’ultimo non voleva sostenere le idee di un congiunto che dichiarasse tali cose a proposito di uno stretto familiare (i Quraysh erano tutti imparentati fra loro quindi ‘Abd al-Muttalib era nonno pure di Abu Lahab), spaccando così la comunità islamica.
Muhammad pensò dunque, data la triste situazione di astio col potere, di allontanarsi dalla sua città (Mecca) ripiegando a Ta’if, oasi in cui molti coreisciti trascorrevano le vacanze; in una simile precarietà e con contrasti notevoli tra Profeta e potere, sembrò essere l’unica soluzione.
In seguito, fatti più aspri i rapporti con la elite dominante, il Profeta giunse ad un accordo con alcuni abitanti di Yathrib (poi Medina) i quali giurarono fedeltà all’islam ed a Muhammad, convincendo definitivamente quest’ultimo ad abbandonare Mecca.
In breve, nella notte fra il 16 ed il 17 luglio 622, il Profeta partì alla spicciolata per Yathrib portandosi dietro il suo migliore amico e primo convertito all’islam, Abu Bakr; era questa l’emigrazione o higra (it. “egira”), dalla quale i musulmani iniziano a contare gli anni; i due assunsero così il nome di “emigranti” (muhagirun) e iniziarono il loro cammino verso Yathrib, raggiunta poi dopo oltre due mesi il 24 settembre. (continua)
Fonte cit negli interventi precedenti.