Scopri che il tuo nuovo dirimpettaio è musulmano, tu:
A cura di Francesco Cocorullo
Pubblicato il 21/12/2005
Termina la trattazione della preghiera.
A questo punto, una rak‘a è completata. L’orante si riporta in posizione eretta per riprendere daccapo le varie posizioni del rito; quando completa una serie di due rak‘at o al termine della liturgia il fedele pronuncia varie eulogie sul Profeta prima di compiere il saluto finale, volgendo la testa a destra e sinistra e pronunciando la frase “su di voi la pace la misericordia di Dio e le Sue benedizioni” (as-salam ‘alaykum wa rahmat Allah wa barakatuhu).
Esistono tuttavia, a questi precetti, possibili eccezioni; il viaggiatore – cioè colui che si trova lontano per un certo tempo dalla sua abitazione – può ricorrere all’abbreviazione di certe procedure, come la riduzione delle rak‘at (in genere a due) o di abbinare due salat contemporaneamente.
Oltre a ciò, esistono le preghiere collettive, come quella celebre del venerdì, nella quale l’imam oltre a due serie di rak’at, pronuncia un sermone (khutba) in cui analizza la situazione internazionale o commenta qualche sura del Corano (un po’ come la nostra omelia), e viene svolta in sostituzione della salat di mezzogiorno. Inoltre, maggiormente solenni sono le preghiere svolte nelle due feste principali del calendario islamico: la ‘id al-fitr o festa minore, celebrata alla fine del digiuno nel mese di Ramadan, e la ‘id al-adha o festa maggiore (dei sacrifici), celebrata nel mese del pellegrinaggio. (fine)
Fonte cit. in precedenza