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Dante e l'Islam

Dante e il calendario islamico

A cura di Francesco Cocorullo

Pubblicato il 01/04/2006

Nella Vita Nuova il Sommo Poeta fa un'allusione al calendario islamico.

foto intervento

Nel capitolo XXIX della Vita nuova l'Altissimo Poeta  scrisse:

 

 

“secondo l’usanza d’Arabia, l’anima sua nobilissima si partio ne la prima ora del nono giorno del mese e secondo l’usanza di Siria nel nono mese de l’anno”

 

 

Alludendo alla morte di Beatrice, avvenuta l’8 giugno del 1290; dunque cosa intendeva Dante con questa espressione?  Egli conosceva la maniera in cui gli Arabi contavano le ore: essi infatti fanno iniziare ciascun giorno con la propria notte (poiché per loro l’astro principale è la Luna non il Sole), ossia con l’esatto istante del tramonto (mentre noi “solari” con l’alba, il sorgere del Sole).

 

 

Quindi affermando “la prima ora del nono giorno del mese” si riferiva in realtà al giorno precedente (poiché significa “la prima ora passato il tramonto” che per gli Arabi è il giorno nuovo (il 9) ma per noi è ancora il giorno precedente, l’8). In Siria inoltre giugno era considerato nono mese dell’anno, mentre da noi è il sesto.

 

 

Ancora una volta si nota l'evidenza dei legami fra Dante e il mondo orientale.

 

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