
Il Profeta parlando ai suoi discepoli affermò che, trovandosi addormentato, venne svegliato da un uomo che lo prese per mano e gli chiese di camminare con lui. Seguendo la sua guida, Muhammad venne condotto ai piedi di un monte: la guida gli intimò di scalarlo.
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Di fronte alle sue indubbie perplessità, l’ignoto accompagnatore promise al Profeta di facilitargli il cammino, basterà infatti che Maometto segua le orme che il suo conduttore lascia nel terreno per giungere in cima senza alcuna fatica. Così effettivamente andò. Mentre camminavano, furono testimoni di orribili supplizi che alcuni individui stavano patendo lungo il cammino; Muhammad interrogò il proprio accompagnatore sulla motivazione di quegli orrori e la guida gli rispose: “si tratta del castigo dei bugiardi – che hanno le labbra squarciate – di coloro che abusano di occhi e orecchie per peccare – li hanno trapassati da frecce – delle cattive madri che negano ai figli il latte – hanno i seni divorati dalle vipere – degli adulteri – individui che emanano un fetore nauseabondo – e infine degli infedeli – cadaveri gonfi e putrefatti.
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Era questa la giahannam (geenna) l’inferno, ovvero il destino dei peccatori.
Subito dopo, la guida mostra al Profeta alcuni individui placidamente addormentati che godono della brezza di un giardino sempre in fiore, con mogli splendide e figli bambini. È quello il destino dei credenti, che morirono nella fede, il paradiso insomma. Ancora oltre, vedono uomini dai bei volti, bianchi, con abiti candidi e profumi celestiali: sono gli amici di Dio (awliya’ Allah) i martiri e i santi, tra cui tre individui ben noti a Maometto che gli si pararono dinanzi: Zaid ibn Haritha, che preferì essere suo schiavo piuttosto che libero, e così fu adottato divenendo suo figlio legittimo, Gia‘far, figlio di Abu Talib dunque cugino del Profeta, entrambi caduti nella battaglia di Mu’ta; il terzo è ‘Abd Allah anch’egli morto a Mu’ta e fedelissimo di Muhammad.
Una volta riconosciuti i martiri, Maometto va loro incontro e questi gli si prostrano esclamando lodi; infine guardando il cielo, scorge sotto il trono di Dio i tre più importanti profeti, Abramo, Mosè e Gesù
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Fonte: M. Asin Palacios, Dante e l’Islam, EST 1997
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