Vita di Cortigiana

Parte Quarta

La preparazione della pipa era abbastanza complessa: si avvolgeva la scura pasta d’oppio all’estremità di una sottile bacchetta di legno che veniva appoggiata su un piatto di metallo; si passava poi questo sulla fiam ma per riscaldare la pasta e renderla cremosa e incandescente, in modo che bruciasse con maggiore lentezza.

Le ragazze riempivano poi la pipa in tek e la portavano ai fumatori che attendevano sdraiati su divani ri gidi, con le testiere di legno, e fumavano senza aspirare, ma lasciando galleggiare il fumo in bocca, gustandone il sapore amarognolo e assimilando attraverso la mucosa delle gengive l’oppio, di cui diventavano schiavi.

Per tutto il tempo, le ragazze restavano li accanto, pronte a soddisfare e prevenire ogni esigenza: deterge- vano il sudore dal viso con asciugamani umidi e rinfre scavano l’aria agitando piccoli ventagli azzurri con stri sce dorate lungo ogni nervatura.

Erano tutte vestite e truccate allo stesso modo, con le sopracciglie sfoltite e arcuate, le guance colorate di mi nio, i capeffi corti e lucenti, gli occhi luminosi, al fine di apparire simili tra loro, intercambiabili: tutte ugual mente disponibili e premurose, tutte aggraziate, cortesi, leggere, agili, mobilissime nelle pantofole minuscole, perché molte di loro, nelle fumerie più esclusive, aveva no i “gigli d’oro”.

La loro speranza segreta era spesso quella di diven tare la concubina di un ricco fumatore; ma anche quando ciò accadeva, non era infrequente che l’uomo le rivendesse subito a un’altra fumeria per potersi pa

gare l’oppio, autentica piaga nazionale. Pur di non ri nunciarvi, del resto, molti non esitavano a vendere anche la moglie.

Case fonte e fumerie d’oppio sorgevano sulla terra ferma, ma in tutti i porti della Cina esistevano anche bordeffi e fumerie galleggianti, installati su giunche lus suosamente arredate, lunghe dai venti ai ventisei metri.

Dalla parte centrale della giunca, spazio riservato al l’intrattenimento, dove ragazze giovanissime cantavano canzoni erotiche per invitare gli uomini a salire, si di- partivano i passaggi che conducevano alle cabine, l’area riservata alle prostitute, chiamate “sing song girls”, e ai loro clienti.

«Ci sono molti ristoranti galleggianti e bordelli illuminati da lanterne di vario tipo allineati sulle rive», ha lasciato scritto un sinologo tedesco che visitò la Cina nel 1905. «Il riflesso delle mille luci crea un’atmosfera fatata. Sulla parte superiore della giunca si intrattiene la clientela elegante; le camere a disposizione non sono più grandi degli scompartimenti dei vagoni letto, deco rate con sculture in legno laccato e oro. I drappeggi di seta sono illuminati da una dozzina di lampade. Nella stiva scende solo la gente di bassa condizione.

Nessuno straniero tralascia una visita alle giunche do ve sono ospitati ristoranti per gli occidentali. Dal ponte si possono vedere i templi e le pagode della città di Canton. Vi sono molti cinesi attorno ai tavoli rotondi dove si gio ca a mah-jong, e vicino a ciascuno di loro è seduta una ragazza con la pz uno strumento musicale.

Le intrattenitrici si chiamano pipa-tsai e sono bambine che hanno attitudine per la musica. Cantano canzoni erotiche, mentre con la mimica e i gesti invitano i clienti a salire a bordo

&#nbsp;(Parte Quinta Finale)

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
Le vostre opinioni
Pubblicato il lunedì 09 maggio 2005 in: Erotismo

Ultimi interventi

Vedi tutti

Inserisci per primo un commento a questo articolo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No

Anteprima del commento