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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 14 Oct 2008 01:43:18 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Il Matrimonio della Rosa</title>
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	<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 01:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Axman</dc:creator>
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    <category>dominazione_sottomissione</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Una coppia, Signore – slave, che decideva di rimanere insieme per tutta la loro vita ( e anche oltre) optava per questo <STRONG>rituale</STRONG> come rappresentazione simbolica del loro impegno <STRONG>eterno</STRONG>. A volte veniva utilizzato per rafforzare una relazione sopravissuta ad  un periodo difficile. Vi furono molte varianti perché spesso le coppie aggiungevano un qualcosa per renderlo <STRONG>unico</STRONG>.</p>
<p>La <STRONG>cerimonia</STRONG> non era mai pubblica. Generalmente soltanto la coppia ed uno o due dei loro amici più vicini poteva essere  presente. La schiava sosteneva una <STRONG>rosa bianca</STRONG>, non completamente dischiusa; il Dominante una <STRONG>rosa rossa</STRONG> totalmente aperta . Le due rose dovevano avere spine sui loro gambi ed essere recise. Per effettuare la seconda parte di questo rituale era indispensabile una <STRONG>catena</STRONG> di lunghezza di circa 3 metri e almeno due candele. La futura schiava-sposa indossava abiti molto semplici ed il suo <STRONG>collare</STRONG>. Reggendo la sua rosa bianca ..si alzava. Il suo Signore, con in mano la sua rosa rossa, le toglieva il collare. Lo passava rapidamente sulla sommità di una <STRONG>candela</STRONG> e lo rimetteva al suo collo. Mentre lo allacciava fermamente, enunciava una <STRONG>dichiarazione</STRONG> che in sintesi racchiudeva parole di protezione e di guida per l&#8217;eternità.</p>
<p>Con una delle <STRONG>spine</STRONG> del gambo della sua rosa rossa, il Signore <STRONG>pungeva</STRONG> il pollice della slave che lasciava cadere due gocce di <STRONG>sangue</STRONG> sui petali bianchi. A sua volta la slave gli offriva le spine della sua rosa bianca e il Signore pungeva il suo dito. Lasciava cadere due gocce del suo sangue sulla rosa rossa. Due persone presenti univano i loro pollici spingendoli uno contro l’ altro in modo che il loro sangue venisse a <STRONG>contatto</STRONG>. Con questo, si stabiliva un impegno reciproco ed eterno esattamente come un “<STRONG>patto di sang</STRONG><STRONG>ue</STRONG>”.</p>
<p><IMG height=97 alt="" src="http://www.siraxman.altervista.org/_altervista_ht/wpe9jxhd.jpg" width=120 align=left>I loro <STRONG>testimoni</STRONG> o amici prendevano la catena, la facevano scorrere rapidamente sulla fiamma della candela ed <STRONG>accingevano</STRONG> i corpi della coppia con essa; Signore e slave  ripetevano la dichiarazione che proclamava  di essere legati dai <STRONG>cuori</STRONG> per l&#8217;eternità. Univano dopo le loro rose in modo che il sangue versato su esse, si toccasse ,ed infine, le rose venivano <STRONG>scambiate</STRONG>. Le rose venivano poi messe in un <STRONG>vaso</STRONG> e successivamente portate nella camera, come richiamo al loro nuovo <STRONG>giuramento</STRONG>, dove i loro corpi da li a poco si sarebbero congiunti.</p>
<p>La mattina seguente, parlando dei loro sogni e delle loro speranze, i petali venivano tolti dalle rose e conservati in uno <STRONG>scrigno</STRONG>. In occasione del <STRONG>decesso</STRONG> dell&#8217;uno o dell&#8217;altro, una parte di questi petali veniva sepolta con il <STRONG>defunto/a</STRONG>. La catena invece veniva preziosamente custodita da uno dei parenti o testimoni per essere poi riutilizzata  in una futura o eventuale cerimonia degli stessi. </p>
<p><A href="http://guide.dada.net/cultura_d_s/interventi/2008/01/319760.shtml"><STRONG>CONTINUA &#8212;&#8211;></STRONG> </A></p>
 
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	<item>
	<title>Punizioni</title>
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	<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 01:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Axman</dc:creator>
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    <category>addestramento_slave</category><category>bdsm</category><category>in ginocchio</category><category>punizione</category><category>schiava</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il mettere una <STRONG>schiava</STRONG> in un <STRONG>angolo</STRONG> inginocchiata con il volto rivolto al muro è una costrizione a carattere punitivo, più di una vera e propria <STRONG>umiliazione</STRONG>. La slave la considera più come una solitudine imposta che forza la sua <STRONG>riflessione</STRONG> sull&#8217; episodio o l&#8217;errore che ha indotto il suo Signore  a farle assumere questa posizione. Per il Dominante il gesto ha lo scopo di privare la slave che ha “<STRONG>difettato</STRONG>&#8220;, temporaneamente e deliberatamente, del suo sguardo, delle sue parole e delle sue attenzioni. E’ facile intuire che più la sensazione <STRONG>d&#8217;appartenenza</STRONG> è forte,  più la privazione conduce ad una <STRONG>introspezione</STRONG>.</p>
<p>Il mettere  “all&#8217;angolo” a differenza del significato in ambito pugilistico, consiste nel <STRONG>allontanare</STRONG> fisicamente la schiava da una tentazione o da una dinamica d&#8217;errore o rischio. Ciò le permetterà di tranquillizzarsi, raccogliere le idee, ricordarsi i comportamenti di base che ci si attendono o si esigono e di mettersi  nelle condizioni migliori  per <STRONG>interagire</STRONG> nel quadro di un contesto <STRONG>Bdsm</STRONG>, di incomprensioni  o eventuali spiegazioni.</p>
<p>La slave non deve avere alcun contatto con il <STRONG>dominante</STRONG> o con eventuali altre persone mentre è all&#8217;angolo. L&#8217;obiettivo di questa <STRONG>punizione</STRONG> è di farle capire che sarà sistematicamente esclusa da qualunque interazione nel caso commettesse lo stesso tipo di <STRONG>errore</STRONG>. Affinché la tecnica porti i suoi frutti, occorre che sia sempre applicata secondo gli stessi principi. E’ richiesto quindi un investimento di tempo iniziale che porterà sicuramente ad ottenere <STRONG>benefici</STRONG> per i due partner. Una metodologia d&#8217;isolamento, che includa le cause, le spiegazioni, i tempi e le posizioni o eventuali luoghi, è la base fondamentale del successo di questo insegnamento. Il mettere  “all&#8217;angolo” non deve essere una reazione <STRONG>casuale e istintiva</STRONG>, ma una risposta prevedibile all’ eventuale errore. </p>
<p>Se la schiava in passato, con un altro dominante, questo insegnamento lo avesse già messo in pratica e <STRONG>non ottenete</STRONG> il successo previsto, sappiate che e’ una cosa <STRONG>normale</STRONG>. È infatti più difficile modificare comportamenti <STRONG>refrattari</STRONG> che insegnare  un metodo  a chi lo vive per la prima volta.</p>
 
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	<item>
	<title>La solitudine di una schiava</title>
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	<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 01:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Axman</dc:creator>
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    <category>dominazione_sottomissione</category><category>bdsm</category><category>Master</category><category>schiava</category><category>solitudine</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito di un rapporto <STRONG>Bdsm</STRONG>, nonostante la relazione possa essere forte ed armoniosa, la slave, in alcuni momenti, prova  intense sensazioni di <STRONG>solitudine</STRONG>. Una solitudine legata alla percezione individuale della relazione, ma anche e soprattutto a particolari aspetti psicologici:</p>
<p>- <STRONG>La schiava</STRONG> è, molto spesso, nell&#8217;impossibilità di comunicare agli altri (salvo rare eccezioni) ciò che vive, per il timore di essere “<STRONG>marchiata</STRONG>” e giudicata dai suoi stessi parenti, amici o colleghi. La solitudine dell’ “incomprensione” legata alla discriminazione delle relazioni Bdsm, che ancora oggi sono tabù e ritenuti immorali, mette la persona che vive la sua &#8220;<STRONG>devianza</STRONG>&#8221; dinanzi al giudizio a volte aspro degli altri. Un silenzio che pesa alla slave, considerandolo quasi un <STRONG>isolamento</STRONG>, di fronte al suo desiderio di poter rivelare e gridare al mondo la felicità che questo tipo di relazione le fa provare.</p>
<p>- La schiava,  scoperte le sue inclinazioni  viene a trovarsi in una sorta di <STRONG>conflitto</STRONG> morale che la mette in contrasto tra un comportamento della vita di tutti i giorni e quello nei confronti del Bdsm. Un timore di riconoscere i suoi desideri, i suoi impulsi e le sue &#8220;<STRONG>perversioni</STRONG>&#8221; che vanno, a volte, ben oltre i limiti coscienti che credeva di desiderare. La schiava analizza e conduce un introspezione sull&#8217;accettazione di questi desideri (come l&#8217;interrogarsi sul suo <STRONG>masochismo</STRONG>) e della loro pseudo &#8220;perversità&#8221; che la mette, nei confronti degli altri, in una condizione di emarginazione a volte pesante.</p>
<p>- Uno dei rischi psicologici del donarsi è la <STRONG>perdita identitaria</STRONG>, dovuta al non potere più considerare il proprio vivere se non attraverso l’ Altro. Anche se il  Dominante vigila a non distruggere <STRONG>l&#8217;individualità</STRONG> dell&#8217;altra, una parte del dono comporta sempre la propensione istintiva di gioire solo ed esclusivamente per una gioia concessa. Una <STRONG>spersonalizzazione</STRONG> che non fa che aumentare la solitudine della persona accrescendo paradossalmente il trasferimento di potere. </p>
<p>- La sensazione di essere apprezzata soltanto per un aspetto meramente <STRONG>sessuale</STRONG> o utilitario, senza nessun altro riconoscimento, conduce la schiava  a rinchiudersi in una dimensione &#8220;<STRONG>oggetto</STRONG>&#8221; che può soltanto allontanarla da una percezione aperta e serena della relazione Bdsm. </p>
<p>Questo è soltanto un <STRONG>approccio</STRONG> restrittivo delle cause della solitudine della schiava, esistono diverse forme d&#8217;isolamento&#8230; come la sensazione di <STRONG>fallimento</STRONG>, la sensazione di  non poter più progredire nel proprio offrirsi, il contenimento in un mondo utopistico, l’ <STRONG>incomprensione</STRONG> degli altri&#8230;</p>
 
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	<item>
	<title>Un semplice Uomo</title>
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	<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 01:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Axman</dc:creator>
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    <category>dominazione_sottomissione</category><category>Bdsm</category><category>divinizzare</category><category>dominante</category><category>schiava</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il Dominante, spesso, è percepito dalla propria <STRONG>slave</STRONG> come un &#8220;uomo infallibile&#8221; nella gestione, la realizzazione e l&#8217;evoluzione della relazione <STRONG>BDSM</STRONG>. Questo potrebbe sembrare naturale se ci si riferisce al desiderio di abbandonarsi all&#8217;altro ed al trasferimento di potere che la slave gli assegna, e  soprattutto, se si comprende la necessità di vedersi &#8220;<STRONG>guidata</STRONG>&#8221; dall&#8217;altro e per l’ autorità accordata. Per questo concetto, &#8220;la persona che dirige&#8221; viene posta su un piedistallo o lo si trasforma in una sorta  di mezzo <STRONG>Dio</STRONG> ,dotato di saggezza e di perfezione&#8230;</p>
<p>Poiché se, certamente, una sensazione di riconoscimento e di <STRONG>venerazione</STRONG>, più o meno pronunciato, per l&#8217;implicazione del partner e per ciò che porta sembrano legittimi, non occorre affondare in <STRONG>un&#8217;idealizzazione</STRONG> cieca ed assurda perché metterebbe il Dominante dinanzi ad un dilemma ed un paradosso: ammettere i suoi <STRONG>errori</STRONG> e dimostrare la sua fallibilità e la sua <STRONG>vulnerabilità</STRONG>, o persistere e riconoscere la sua incapacità di ragionare ed a rimettersi in discussione&#8230; </p>
<p>Inoltre, avrà la sensazione che nei due casi, ne va della perdita della sua <STRONG>credibilità</STRONG>&#8230; tuttavia, la conclusione sembra un&#8217;evidenza. La perfezione non esiste. &#8220;Poveri noi Dominanti&#8221;, non sfuggiamo alla norma!!!. </p>
<p>La comunicazione e lo scambio tra i due partner restano sempre il migliore mezzo per evitare le derive e gli <STRONG>errori</STRONG>, ammetterli e fare le scelte più convenienti.<br />
Abbiamo certamente torto piu’ volte di quanto  pensiamo&#8230; Le <STRONG>sottomesse</STRONG> ci concedono e ci autorizzano il bighellonare nell&#8217;errore per non creare il dilemma e la <STRONG>dualità</STRONG> che sanno essere il peggiore dei momenti per noi. Per molti  Dominanti , lo sguardo, la dolcezza o il sorriso della slave sono armi contro i quali non si può lottare&#8230; e distruggono, come per <STRONG>magia</STRONG>, ogni rigidità o istinto di sopraffazione&#8230; questa è una forza ,non una debolezza!!!!</p>
 
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	<title>I ferri del mestiere Bdsm</title>
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	<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 01:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Axman</dc:creator>
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    <category>strumenti_attrezzi_bdsm</category><category>attrezzatura bdsm</category><category>frusta</category><category>sexy shop</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni hanno tendenza a credere che <STRONG>l&#8217;attrezzatura</STRONG> sia importante o primordiale nei giochi <STRONG>BDSM</STRONG>. Dichiarazione curiosa che tenderebbe a volere fare credere che la partecipazione o l&#8217;entusiasmo del/la partner siano meno importanti. Anche se, ovviamente, un minimo di <STRONG>oggetti</STRONG> sembrano essere necessari per la messa in pratica di una <STRONG>sessione</STRONG> BDSM, è soprattutto una questione di contesto, di sintonia, di abbandono e di livelli ricercati. Lungi dall&#8217;essere inevitabili, i decori, gli attrezzi e le attrezzature sono soltanto “<STRONG>corredo</STRONG>” dell&#8217;immaginario dei protagonisti e dei <STRONG>giochi</STRONG>. Un immaginario che associa il vestito o lo strumento agli status: il Dominante alla sua <STRONG>frusta</STRONG>, la slave a una nudità o a un sofisma sessuale obbligatorio. Il BDSM immaginario sembra non  potere fare a meno di queste <STRONG>immagini</STRONG>. </p>
<p>Esistono molti luoghi per procurarsi questa oggettistica. I <STRONG>sex shop</STRONG>, che sono presenti in moltissime città, possiedono tutti un loro angolo BDSM, più o meno fornito e più o meno di buona <STRONG>qualità</STRONG>. Più o meno perché, queste zone, sono spesso molto limitate e riempite di cianfrusaglia “<STRONG>Made in China</STRONG>”. </p>
<p><STRONG>Internet</STRONG> spopola con un numero infinito di siti strutturati per la vendita <STRONG>on-line</STRONG> dai quali  è quasi impossibile valutare la qualità di ciò che si sta per acquistare. Avete già provato ad acquistare un paio di <STRONG>manette</STRONG> degno di questo nome? Manette che dalle immagini sembrano essere costruite di solido metallo e poi  scopri essere di volgare alluminio per spolette di birra&#8230; con una chiusura ed una chiave che si deforma alla semplice pressione delle dita. Lo stesso dicasi per i <STRONG>paddle</STRONG> e le fruste, da fare invidia ai giocattoli di <STRONG>Toys”R”Us</STRONG>. L&#8217;opinione non è di screditare o demonizzare questi negozi che non fanno altro che rispondere ad una domanda, né di criticare la loro strategia di <STRONG>Marketing</STRONG> sul modo BDSM. E’ palese che il loro obbiettivo sia soprattutto <STRONG>guadagnare</STRONG> denaro a scapito  di una messa in commercio di prodotti <STRONG>qualitativi</STRONG>.</p>
<p>Allora non ci rimane che fare una spasmodica ricerca mirata verso prodotti “<STRONG>artigianali</STRONG>” di  manifattura superiore andando incontro però, oltre alla difficoltà di trovare, in modo <STRONG>discreto</STRONG>, l&#8217;oggetto o l&#8217;attrezzatura ricercata&#8230; al problema dei <STRONG>prezzi</STRONG>&#8230; Ci troveremo quindi costretti ad adattare la qualità relativa degli &#8220;attrezzi&#8221; all&#8217;intensità dei giochi. Così, alcuni oggetti saranno sufficienti per giochi soft ed insufficienti (per la loro pericolosità) per giochi più accurati. <STRONG>Non servirà</STRONG> a nulla possedere una frusta di manifattura australiana in pelle di canguro, se non si sa utilizzarla&#8230; come funi di nylon potranno essere sufficienti (anche se non raccomandate) per <STRONG>bondage</STRONG> semplici e senza attrito&#8230; ecc&#8230;. </p>
<p>Un&#8217;altra soluzione che sembra essere, sempre più spesso, presa in considerazione è la <STRONG>fabbricazione personale </STRONG>che risulta spesso di un&#8217;efficacia notevole. Gli oggetti personali hanno lo strano potere di creare un <STRONG>legame</STRONG> molto più “intimo” con la comunicazione che sorge dall&#8217;idea, dalla costruzione e dalle prove. Un&#8217;ultima soluzione è l’ <STRONG>adattamento</STRONG> di  un oggetto destinato ad altre attività rispetto a quello iniziale&#8230; Ciascuno è in grado di trovare, fra le cose che ci circondano e accompagnato da una notevole fantasia, le opportunità per creare, in accordo con la propria partner, situazioni di <STRONG>piacere</STRONG> e d&#8217;espansione non dimenticando <STRONG>MAI</STRONG> che un&#8217;attrezzatura inadeguata può anche esserle fonte di rischio e del pericolo</p>
 
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	<title>Il Branding</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cultura_d_s/interventi/2007/06/297706.shtml</link>
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	<pubDate>Sat, 09 Jun 2007 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Axman</dc:creator>
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    <category>le_pratiche</category><category>branding marcatura marchio schiava</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>I francesi <STRONG>marcavano</STRONG> a ferro caldo i criminali con un fiore di giglio sulla spalla, per farne per sempre degli emarginati nel mondo civilizzato. Poi fu la volta dei protestanti nel&#nbsp; ricevere questo marchio. Fino al XVIII secolo, si marcavano i ladri con la lettera &#8216; S &#8216;, per farne dei <STRONG>servi</STRONG>. </p>
<p>Una rinascita della marcatura si verificò negli anni 20 e 30, per i seguaci di una stessa Comunità. Era utilizzata per dimostrare&#nbsp; la propria <STRONG>appartenenza</STRONG> e la propria fedeltà alla setta. La marcatura, e&#8217; utile ricordare, era utilizzata soprattutto negli Stati Uniti per segnare il <STRONG>bestiame</STRONG> e di conseguenza autenticare, con le proprie iniziali, il legittimo <STRONG>proprietario</STRONG>. Ancora oggi, alcuni universitari, membri di una stessa classe, si marcano con metallo <STRONG>riscaldato</STRONG>&#nbsp; per sigillare la loro appartenenza al gruppo. Sembrerebbe che più vi sia dolore più la persona venga valorizzata. </p>
<p>&#nbsp;</p>
<p>Così il&#nbsp; <STRONG>branding</STRONG> non poteva che trovare un posto nell&#8217;universo <STRONG>BDSM</STRONG>, conoscendo anche un rinnovamento di popolarità fra i seguaci del piercing che,come sempre, sono&#nbsp; alla ricerca di cose &#8220;molto&#8221; forti e soprattutto inusuali.L&#8217;accettazione della marcatura da parte del/la sub è segno del suo <STRONG>dono</STRONG> totale, ma è anche un&#8217;accettazione per il <STRONG>dominante</STRONG> di &#8220;riconoscimento&#8221; e della sua propria devozione o attaccamento a questa. Il Marchio non può che essere il frutto di una lunga riflessione e di una relazione a lungo termine. Alcuni <STRONG>Master</STRONG> non accettano il fatto che alcune slave siano già marcate, trattandole esattamente come dei francobolli già &#8220;<STRONG>vidimati</STRONG>&#8220;.</p>
<p>&#nbsp;</p>
<p>L&#8217; atto, da parte sua, se realizzato in condizioni molto particolari è più spettacolare di quanto si possa credere. Il ferro rovente che deve rimanere a contatto con la pelle soltanto pochi secondi&#nbsp; (da 3 a 5 secondi max) e non deve penetrare a fondo (si correrebbe il rischio di <STRONG>ustioni</STRONG> gravi). Una <STRONG>preparazione</STRONG> psicologica e la motivazione della persona marcata completa il processo. Il ferro deve essere di buona qualità per non deformarsi riscaldandolo ed il suo spessore non deve essere troppo rilevante, questo per permettere una rapida evacuazione termica del calore. Un trattamento con una pomata tipica per le <STRONG>scottature</STRONG>, deve essere effettuata sulla zona di marcatura&#nbsp; per alleviare il dolore alla persona sottoposta ed un costante monitoraggio della &#8220;<STRONG>ferita</STRONG>&#8221; deve essere effettuata durante il il periodo di cicatrizzazione, che dura in media circa un mese.</p>
<p>La marcatura a ferro rovente non è un&#8217; operazione così <STRONG>banale</STRONG> da effettuare. Come tutte le pratiche BDSM, richiede conoscenze e precauzioni. Per questa ragione, il tatuaggio, più semplice &#8220;da vivere&#8221; , sembra essere diventato una soluzione alternativa. Tuttavia, come per la <STRONG>sculacciata</STRONG> e&#nbsp; altri giochi BDSM, la marcatura deve essere&#nbsp; il quadro di un cerimoniale e di una <STRONG>complicità</STRONG> che rafforzerà l&#8217;armonia della coppia D/s.</p>
<p>&#nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070609020000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070609020000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070609020000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20070609020000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcultura_d_s%2Finterventi%2F2007%2F06%2F297706.shtml"/></p>
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	<title>La nudità</title>
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	<pubDate>Sat, 09 Jun 2007 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Axman</dc:creator>
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    <category>addestramento_slave</category><category>master</category><category>nudità</category><category>schiava</category><category>umiliazione</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Veniamo al mondo completamente <STRONG>nudi</STRONG>.&#nbsp; La nudità del bambino nel momento in cui viene messo alla luce dal ventre della&#nbsp; madre è naturale ed innocente, ma essa diventa rapidamente fonte di <STRONG>imbarazzo</STRONG> se non immediatamente nascosta. Il nascituro infatti viene rapidamente coperto di vestiti e di biancheria.<br />
A partire da questo momento, la <STRONG>società</STRONG> esercita già un potere di censura sulla nudità, con una <STRONG>morale</STRONG> ed un&#8217;istruzione teologicamente imperniata sul bene ed il male (ricordando&#nbsp; Adamo ed Eva che, &#nbsp;dopo aver morso una certa mela vietata, vennero espulsi dal giardino dell’ Eden ricoprendo le loro &#8220;nudità&#8221; con una foglia di fico, per nascondere la loro vergogna).</p>
<p>&#nbsp;</p>
<p>Nel quadro della <STRONG>D/s</STRONG>, quando per la prima volta un <STRONG>Master</STRONG> ordina alla slave di svestirsi, lo fa, in generale, sotto forma di &#8220;<STRONG>umiliazione</STRONG>&#8220;. Fa sentire al sub la sua vulnerabilità nel togliere questa protezione che dissimulava il suo corpo dinanzi allo sguardo del Dom. La osserva in silenzio, la fa ruotare e inchinare. <STRONG>Ispeziona</STRONG>, prende il tempo necessario affinché la sensazione di forte imbarazzo cresca. La slave diventa allora consapevole che tutte le parti del suo corpo saranno conosciute dal proprio Master, fino alle <STRONG>cavità</STRONG> più segrete e l&#8217;intime. Molto spesso, per aumentare la sensazione di “messa a nudo” viene richiesta la <STRONG>depilazione</STRONG> totale del pube. Inizia così, il lungo percorso verso il donare se stesse, che sarà indubbiamente coronato da momenti molto più intensi e difficili rispetto a questa prima fase. Contrariamente alle relazioni comuni dette &#8220;<STRONG>vanilla</STRONG>&#8220;, la nudità non è correlata ad un desiderio <STRONG>sessuale</STRONG> o ad un impulso orgasmico che fa dimenticare il senso del pudore. La slave deve offrire il suo corpo volontariamente &#nbsp;senza mostrare alcun <STRONG>impulso</STRONG> al desiderio. Il corpo diventa uno strumento di offerta. Soltanto al raggiungimento della fusione&#nbsp; o quando l&#8217;entità BDSM evolve verso una fiducia sempre più forte, il corpo diventa mezzo d&#8217;identificazione. Ogni ornamento, ogni segno lasciato, ogni simbolo come il piercing, il tatuaggio, il collare, ricordano <STRONG>l&#8217;offerta</STRONG> e la felicità condivisa.</p>
<p>&#nbsp;</p>
<p>Questo fa parte della magia del <STRONG>dono</STRONG>. Una sentimento che può sembrare pazzia ed aberrazione per coloro che non lo conoscono, ma che nasce dalla <STRONG>simbiosi</STRONG> e dall&#8217;accordo delle due individualità in un contesto ben definito. L&#8217;evoluzione della slave che si dona sempre più di chiunque altro, diventa agli occhi del Master, un bene <STRONG>prezioso</STRONG> intellettualmente, sentimentalmente, amorosamente&#8230; L&#8217;orgoglio di ciò che diverrà &#8220;unico&#8221; ed il riconoscimento di ciò che si &#8220;possiede&#8221;. La nudità resta un motore dell&#8217;entità che può andare dalla semplice esibizione alla tosatura del cranio (nei casi più estremi).&#nbsp; Più si mette a nudo il proprio corpo, il proprio cuore, i propri desideri e i propri impulsi&#8230;. più si <STRONG>libera</STRONG> il proprio spirito. Ciò che è realmente importante è il dono assoluto e il consenso definito con il partner. La nudità è uno dei molteplici aspetti di questo&#nbsp;dono all&#8217;altro, che trasporta la slave in questo mondo di interdizioni e di valori sfalsati; essa diviene importante agli occhi dell&#8217;altro e non ai propri . Quest&#8217; atto di <STRONG>fede</STRONG>, di devozione produce la stessa eccitazione per coloro che la offrono come per coloro che la ricevono. Questa offerta &#nbsp;trasporta in un mondo misterioso, un mondo <STRONG>unico</STRONG>, un mondo intimo e grandioso, dove non ci sono regole, eccetto quelle definite tra i due individui. Quest&#8217; atto di &#8220;<STRONG>ribellione</STRONG>&#8221; nei confronti delle società moraliste, trasporta Oltre qualunque piacere confessabile.</p>
<p>&#nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070609020000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070609020000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070609020000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20070609020000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcultura_d_s%2Finterventi%2F2007%2F06%2F297709.shtml"/></p>
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	<title>La violenza e il bdsm</title>
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	<pubDate>Sat, 09 Jun 2007 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Axman</dc:creator>
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    <category>dominazione_sottomissione</category><category>bdsm violenza schiava sadomasochismo</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>La <STRONG>violenza</STRONG> è necessariamente &#nbsp;presente nella BDSM? Essa è una componente di questa relazione? Essa è inevitabile?. &#nbsp;E’ sottointeso che si può intendere per violenza, la violenza verbale, <STRONG>fisica o morale</STRONG>; ognuno di noi percepisce il termine e la realtà della parola violenza con la propria <STRONG>visione</STRONG> soggettiva ed apprensiva ad eccezione della violenza gratuita che in ogni caso dovrebbe essere esclusa da qualunque condizione.L’ acronimo stesso &#nbsp;<STRONG>SM</STRONG> connota&#nbsp; un aspetto violento del sadismo e del masochismo? Qualunque sia la natura della violenza presente nel BDSM è pur sempre una violenza <STRONG>controllata e</STRONG> <STRONG>valutata</STRONG>, in un quadro definito in accordo con una persona che <STRONG>acconsente</STRONG> ed è desiderosa di subirla. Le modalità di questa &#8220;pseudo&#8221; violenza sono dunque conosciute, acconsentite e limitate ai desideri dell&#8217;altro. Superare il livello di violenza &#8220;acconsentita&#8221; diventa un <STRONG>abuso</STRONG> di potere verso la persona richiedente. A differenza della violenza fisica gratuita, coniugale o criminale, la &#8220;pseudo&#8221; violenza BDSM è applicata in determinati contesti: la scena, <STRONG>erotizzata</STRONG> ad uno scopo definito che ha sempre come obbiettivo la soddisfazione di entrambi i partner.</p>
<p>&#nbsp;</p>
<p>La violenza nella BDSM non si esprime <STRONG>infierendo</STRONG> a scopo vendicativo o distruttivo. Non e’ conseguente all’ abuso di alcool o di sostanze stupefacenti e <STRONG>MAI</STRONG> deve generare traumi fisici o morali. È paradossale che i “<STRONG>segni</STRONG>” &#nbsp;lasciati sulla pelle siano l&#8217;orgoglio delle persone submissives, cosa che dimostra chiaramente che la violenza nella BDSM ha una <STRONG>valenza</STRONG> differente da quella banalizzata. Genera eccitazione, il piacere di controllarla, il piacere di contenerla, il passaggio ad un altro stato di coscienza che porta alla <STRONG>totalità</STRONG>. Le sedute BDSM sono scene violente e la persona dominante è garante dell&#8217;intensità e del controllo di queste. Deve costantemente monitorare la condizione di non superare mai la <STRONG>soglia </STRONG>che la persona predominata gli permette di raggiungere. Non deve mai perdere il <STRONG>controllo</STRONG> e conoscersi sufficientemente perché l&#8217;altra persona non diventi mai un oggetto di sfogo e di liberazione delle proprie frustrazioni.</p>
<p>&#nbsp;</p>
<p>Poiché&#nbsp; la persona sub necessita di &#8220;violenza&#8221; per appagarsi e provare il proprio piacere, il dominante ha il bisogno di esprimerlo&#nbsp; attraverso suoi atti, i suoi <STRONG>ordini</STRONG> e la sua autorità. Ma, deve in qualsiasi momento incanalarla senza perdere mai il controllo. La violenza è soltanto elemento del BDSM. La vera <STRONG>felicità</STRONG> nel BDSM si raggiunge &#nbsp;attraverso la soddisfazione del “<STRONG>dono</STRONG>” e l&#8217;amore dell&#8217;altro. La pratica del BDSM&#nbsp; offre il piacere di esercitare o di ricevere una certa violenza acconsentita, non deve diventare <STRONG>l&#8217;unico</STRONG> scopo!!!!!!.</p>
<p>&#nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070609020000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070609020000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070609020000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20070609020000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcultura_d_s%2Finterventi%2F2007%2F06%2F297712.shtml"/></p>
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	<title>Relazioni di coppia anomale</title>
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	<pubDate>Tue, 24 Apr 2007 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Axman</dc:creator>
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    <category>dominazione_sottomissione</category><category>vanilla bdsm</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Un tema raramente affrontato negli aspetti psicologi che coinvolgono i rapporti di <B>coppia</B> e’ quello inerente al cosa accade quando uno dei due partner non sposa la filosofia <B>Bdsm</B>. Questa situazione, per quanto possa sembrare rara, è più frequente di quel che si creda. Il fatto che il fenomeno non emerga palesemente è da ricercare in una <B>cultura</B> ancora troppo retrograda, <B>conservatrice</B> e retriva; fortunatamente l’avvento di Internet ha apportato un piccolo progresso vuoi dal punto di vista della <B>comunicazione</B>, vuoi sotto l’ aspetto dell’ informazione. Chi prima si trovava in forte imbarazzo, disagio e soggezione, oggi inizia ad aprirsi con più facilità, <B>protetta</B> dal suo scudo ( il monitor) e dalla sicurezza di poter parlare senza troppe <B>inibizioni</B> con un perfetto sconosciuto che laddove la giudicasse, rimarrebbe sempre “<B>uno dei tanti</B>” e mai l’amica del cuore, il vicino di casa o il compagno di banco con cui dovremmo confrontarci giornalmente.<br />
Quale consiglio dare allora a chi ha forti pulsioni Bdsm trovandosi in una relazione vanilla? </p>
<p>Partendo dal presupposto che la necessità Bdsm e’ del tutto <B>personale</B> e <B>soggettiva</B> e dal fatto che il Bdsm comporta sempre e comunque un <B>percorso</B> evolutivo dato dall’ esperienza, è da ritenersi molto poco probabile la riuscita nel “<B>convincere</B>” il proprio partner a tuffarsi in un mondo a lui/lei completamente estraneo e soprattutto non “sentito”.<br />
Cosa fare allora? Qui si aprono le più bislacche delle ipotesi. In senso generico si potrebbe provare a “<B>stuzzicare</B>” la fantasia del partner, creando delle situazioni molto particolari e trasportando il tutto, inizialmente, al gioco. Non sarà difficile a quel punto potere individuare quali <B>bizzarrie</B> siano più congeniali.</p>
<p>Se anche in questa fase, ci trovassimo di fronte ad un <B>muro</B> di gomma allora non ci rimane che giocare la nostra ultima carta: la <B>negoziazione</B>. Quest’ ultima e’ un arma a doppio taglio perché o rafforza la coppia o la <B>disfa</B> per sempre, in rarissimi casi può esserci una via di mezzo. La negoziazione consiste nell’ informare il proprio partner del desiderio di vivere la propria Essenza al di fuori del rapporto amoroso primario “concordando” ,a priori, quali <B>limiti</B> non debbano essere mai superati. Se aveste la possibilità di frequentare <B>locali</B> a tema, vi accorgereste di quante persone vivano questa condizione di negoziazione.<br />
Se anche questa strada dovesse fallire, viene quasi spontaneo affermare che il partner si cercherà una relazione Bdsm all’ <B>insaputa</B> di tutti con l’ onere di  grande conflittualità con la propria <B>coscienza</B>.<br />
E da questa riflessione nasce una domanda provocatoria: ma se il BDSM ha come colonna portante la <B>fiducia</B>, come potrete pretenderla se voi per primi state <B>mentendo</B> al vostro partner?</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070424020000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070424020000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070424020000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20070424020000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcultura_d_s%2Finterventi%2F2007%2F04%2F293157.shtml"/></p>
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	<item>
	<title>Il dolore fisico</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cultura_d_s/interventi/2007/04/292816.shtml</link>
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	<pubDate>Fri, 20 Apr 2007 02:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Axman</dc:creator>
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    <category>dominazione_sottomissione</category><category>dolore masochismo bdsm</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il dolore fa produrre al cervello <STRONG>endorfine</STRONG>, che poi restano in circolo dando una sensazione di <STRONG>euforia</STRONG>. Queste sensazioni in aggiunta allo stato mentale che si crea con il partner rendono il dolore un piacere da assaporare e vivere. Ovviamente questo in un rapporto consensuale e vissuto liberamente. i recettori del <STRONG>dolore</STRONG> e del <STRONG>piacere</STRONG> sono gli stessi, mandando segnali diversi in base alla forza con cui vengono sollecitati. Una carezza ed uno <STRONG>schiaffo</STRONG> mettono in campo gli stessi recettori, uno schiaffo ovviamente solleciterà gli stessi in maniera maggiore, lasciandoli ad una soglia più alta. Una carezza successiva verrà percepita in maniera più forte e con maggiore intensità.</p>
<p>In occasione di una sollecitazione al dolore, due tipi di informazioni vengono trasmessi al cervello dalle cellule nervose situate sotto la pelle. C&#8217;è inizialmente un <STRONG>segnale</STRONG> molto rapido che informa il cervello che si è prodotto uno choc. Quindi, parallelamente, ma più lentamente, <STRONG>cellule</STRONG> trasportano verso il cervello la sensazione di dolore. Questa è causata dall&#8217;aumento della pressione e del calore con un segnale che le cellule danneggiate inviano attraverso cellule nervose. Queste informazioni giungono al <STRONG>midollo spinale</STRONG>. Qui si trova un tipo di &#8220;<STRONG>porta</STRONG>&#8221; (chiamata &#8220;soglia del dolore&#8221;) che trasmette la sensazione di dolore al cervello. In alcune circostanze il cervello è talmente occupato a svolgere mansioni più “urgenti” da non far percepire il dolore. L&#8217;intensità del dolore varia anche in funzione dell&#8217;effetto sorpresa: &#8220;attenzione, ti farò male &#8220;, previene l&#8217;infermiere prima di introdurre la siringa nella braccio di un bambino. Fattori <STRONG>psicologici</STRONG> influiscono dunque in gran parte sulla percezione del dolore.</p>
<p>Esistono vari metodi per diminuire il dolore  nel quadro del  BDSM.</p>
<p>- <STRONG>il massaggio</STRONG> . Attivando alcune cellule nervose, il massaggio riduce o blocca l&#8217;influsso nervoso responsabile della sensazione del dolore. Il massaggio è del resto una reazione istintiva quando si è ricevuto un colpo. I messaggi del dolore prendono infatti in prestito lo stesso circuito nervoso dei messaggi del contatto. A livello del midollo spinale si effettua una scelta sul tipo di messaggio che sarà trasmesso al cervello.</p>
<p>-<STRONG> il ghiaccio</STRONG>. Nella misura in cui la sensazione di dolore avviene per un aumento del calore dovuta a un colpo, l&#8217;applicazione di ghiaccio, riducendo la temperatura, diminuisce il dolore.</p>
<p>- Il cervello produce una sostanza (endorfina) il cui ruolo è di ridurre il dolore. È del resto questa endorfina che spiega &#8220;l&#8217;euforia&#8221; che alcuni atleti manifestano in occasione di uno sforzo fisico intenso. Spiega anche il perché, alcuni soldati feriti, possano continuare a battersi. L&#8217;endorfina spiega lo stato di &#8220;estasi&#8221; in cui può trovarsi immersa la persona sottomessa in un rapporto BDSM. </p>
<p>- <STRONG>i medicinali</STRONG>. Gli analgesici impediscono alle cellule danneggiate da un colpo di produrre la sostanza che permette loro di informare il sistema nervoso della loro lesione (non approfittarne)</p>
<p>La conoscenza dei meccanismi di propagazione del dolore aiuteranno a condurre la persona che acconsentirà la ricerca dei propri limiti. Tuttavia la <STRONG>Safe Word</STRONG> ( codice di sicurezza)  deve rimanere il garante della sicurezza della persona che decide consensualmente di sottomettersi.</p>
 
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