
E basta ! L’ultima novitànbsp;è il comunismo senza comunismo. Cioè secondo le parole del leader Cdl, gli attuali sinistroidi, sarebbero comunisti senza comunismo.
La novità è però che si percepisce chiaramente la sensazione che con questi giochi di parole, il premier ha stufato. Una cosa può anche non essere vera, ma se la ripeti tante e tante volte, qualcuno finisce che ci crede. Ma se, raggiunto un certo grado di saturazione, continui a raccontare la stessa storiella, finisce che si cade nel ridicolo.
Associare i democratici di sinistra al comunismo poteva funzionare per un po’, era uno slogan semplice, tipo pubblicità, che poteva entrare nella testa della gente più credulona o vogliosa di sfogare su qualcuno il proprio odio, anche se c’erano appena stati cinque anni di governo dei “comunisti”, e nessuno era stato deportato e non solo non si viveva peggio di prima, ma persino meglio. Certo forse gli evasori e i mafiosi non erano molto contenti, ma i cittadini onesti vivevano in un paese ben guidato.
Adesso, che ormai il trucco non funziona più, qualche abile stratega di marketing, avrà suggerito di provare con il “comunismo senza comunisti”;
il problema è che questo è già un concetto più difficile, per non dire astruso.
Quello che non si vuole dire, perché non è televisivo, è che ogni popolo interpreta un sistema politico a suo modo; così, se in Iraq, come speriamo, vincerà la democrazia, non sarà mai una democrazia liberale di stampo anglosassone, piuttosto un sistema compromissorio di stampo levantino. La democrazia che c’è in Giappone, in un paese che è strutturato socialmente in maniera profondamente gerarchica, non potrà mai essere come quella statunitense . Il comunismo che c’è stato in Italia ha avuto poco o niente da spartire con quello di Stalin (anche perché gli è convenuto stare all’opposizione), ma ha dato una bandiera e qualche dritta per lottare a persone le cui condizioni lavorative erano tutt’altro che invidiabili.
Personalmente credo che tutte le ideologie siano sbagliate, perché mortificano la libertà di pensiero di una persona, ma credo che se alcune sono durate così a lungo e hanno avuto un’adesione così massiccia, è perché rispondevano a dei bisogni profondi, e liquidarle sbrigativamente con uno slogan è troppo facile.
Ulisse









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