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Cinema

Un bacio appassionato - di Ken Loach

A cura di Ulisse

Pubblicato il 24/02/2005

il difficile tema dell'integrazione multietnica, con lieto (ma sofferto) fine. Dal Corriere della Sera

foto intervento

Ken Loach, il regista europeo più politico, radicale e «contro» ogni potere non dalla parte dei lavoratori e a misura d' uomo, in Un bacio appassionato ci parla d' amore, di integrazione razziale contro ogni pregiudizio o fondamentalismo e ci regala, in barba al suo essere così pessimista sul mondo che ci circonda, un lieto fine. «Perché - spiega - la forza di un profondo sentimento, quello di un ragazzo musulmano e di una giovane cattolica sullo sfondo della città industriale scozzese di Glasgow, molto lacerata nelle sue comunità più integraliste inclusa quella cattolica, va contro qualsiasi pregiudizio: avvicina culture, annulla gli sradicamenti di chi cerca la propria identità nella differenza dell' incontro e smaschera ogni bugia nascosta, spesso anche per interessi economici, nel privato come nel pubblico». Osserva: «In questo senso, il pakistano Casim e la determinata, ma vulnerabile Roisin, sono trasgressivi, rompono le tradizione, come fecero Romeo e Giulietta. Ma nel film la loro storia serve a a un affresco sociale e la sceneggiatura di Paul Laverty affronta una ricerca di identità. La stessa che oggi, al di là di ogni classe o razza, tutti ci coinvolge e ci chiama in causa». In Ae Fond Kiss (il titolo originale) - da un verso del poeta Robert Burns, «il Bardo della Scozia» e il primo che ebbe il coraggio di scrivere versi nella sua lingua narrando le storie del popolo - Loach affronta persino, lui sempre così pudico, scene esplicite di sesso tra i due giovani protagonisti. Lo fa a 68 anni con lo stesso sguardo malinconico di quando era un severo intellettuale e studente di legge figlio della classe operaia a Oxford. Spiega: «Entrambi lottano contro chi osteggia un futuro che i giovani vogliono autonomo nelle scelte sentimentali, libero da ogni coercitivo legame suggerito per rispetto alle tradizioni d' origine». C' è, come da sempre nel suo lavoro, sin dal 1967 con Poor Cow e Family Life, una forte componente di documentarismo, da maestro del realismo sociale in Un bacio appassionato (dal 7 gennaio sui nostri schermi). Dichiara: «Ogni volta in cui scrivo un film mi trasformo in un giornalista della cinepresa, svolgo inchieste tenendomi vicino alla vita. Ho incontrato molti pakistani di prima, seconda o terza generazione, ho studiato gli atteggiamenti dei patriarchi, dei loro figli e nipoti divisi tra due culture».

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