Danzaterapia ed Handicap

Ricordo di una mia alunna molto speciale: Lucia.

E’ meraviglioso sapere che gli stimoli offerti lavorando con vari materiali, musica, immagini, portino il messaggio pedagogico dell’integrazione.

Oggi che in Italia si parla tanto di questo argomento, penso che la danzaterapia

possa essere anche un veicolo di integrazione culturale. L’integrazione è fondamentale. Fare danzaterapia in gruppo, con persone simili a noi e persone diverse da noi apre l’orizzonte individuale e fa crescere la persona.

Dal 2000 al 2002, ho avuto personalmente la possibilità, per mia iniziativa, di fare danzaterapia e musicoterapia per due anni scolastici con Lucia, la mia allieva del Liceo Classico con indirizzo Scientifico di Fiuggi.

Ha un gravissimo handicap, è autistica, cieca e muta ed allora aveva 19 anni. Ho iniziato e condotto questo programma lei con delle sedute individuali nella palestra della scuola e le mie musiche. E’ stato bellissimo vedere quanto ho potuto darle e lei dare a me

nel vederla ballare e sorridere felice invece di piangere e urlare quando stava in classe seduta a spezzare pezzettini di carta sul banco e sopportare chi la voleva sempre fuori dalla classe per non essere disturbato dai suoi sfoghi!

Alla fine è riuscita ad andare alle feste dei suoi amici e quindi ballare con loro, ma in realtà spesso ballava con loro anche a ricreazione e si lasciava abbracciare dai compagni.

Ripensando a lei in questo momento mi viene di riflettere sulla forza la bellezza e il potere della danza!

Elettra Cecilia (Nella foto in alto)

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Pubblicato il mercoledì 01 giugno 2005 in: Danzaterapia

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