La danza anni Ottanta e le emozioni dell'uomo contemporaneo

La danza contemporanea che parla ad ogni uomo del nostro tempo.

Negli anni Ottanta il linguaggio della danza cambia notevolmente sviluppandosi dalle ricerche dei coreografi della post-modern dance, per la definizione di quella che&#nbsp; è definita oggi la danza

contemporanea, evoluzione naturale della New Dance Americana, della Nouvelle Danse Francese e della Nuova Danza Italiana, capace di parlare di nostri tempi con tecniche nuove e con dei codici&#nbsp; teatrali molto specifici come vedremo.
Oltre ad assimilare certe caratteristiche tecniche della modern dance,

cercando soprattutto di andare oltre nella sperimentazione, i coreografi si sono occupati di argomenti “scomodi” andando ad analizzare le caratteristiche sociali, emotive ed antropologiche dei

tempi attuali. Al pubblico, sempre più&#nbsp; folto, sono offerte cadute del corpo, spasmi,

per parlare non certo alla “corte”, ma all’uomo contemporaneo per raccontargli non delle favole, ma tutto ciò che di più straordinario e di più terribile può nascere, crescere e manifestarsi in ogni uomo del

nostro tempo.Si porta all’estremo quello che Martha Graham, madre della modern

dance, aveva iniziato nelle sue coreografie ossia si cerca di parlare di tutti i momenti in cui la vita interiore dell’uomo diventa così importante da trasformarsi in personaggio. Per parlare alla psiche,

all’anima umana, del vissuto personale di ognuno di noi.Nuove personalità si affermano in America e a livello internazionale, sto parlando di Meg Eginton, Susan Rehorst, Dana Reiz, accanto alle

altre come Simone Forti, Pooh Kaie, Steve Paxton, Lisa Nelson, Karole Armitage, Bill T. Jones.

Di Elettra Cecilia

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Pubblicato il martedì 23 agosto 2005 in: Storia e Tecniche

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