Elettra: Sue produzioni sono state rappresentate dal 1987 in Italia e all’estero (Germania, Spagna, Polonia, Portogallo, Brasile, Messico), realizzando in questi anni numerosi progetti artistici con musicisti da Sylvano Bussotti ad Antonello Salis, danzatori, attori, artisti visivi, videomaker, fotografi e registi teatrali, in una incessante ricerca interdisciplinare.
Mi parli di questo lavoro di sintesi delle arti.
Rossella Fiumi: Le arti, secondo me, non arrivano mai a una sintesi, se ci si arriva abbiamo finito di ricercare, di comunicare. Posso dire, piuttosto, di aver trovato collaborazioni più o meno felici e riuscite, in questo senso l’incontro con Bussotti, all’inizio della mia carriera, è stato
folgorante, ma dettato da una soggezione per il Maestro, per l’ambito ufficiale cosiddetto da “Ente lirico”. Tutte le collaborazioni successive, da musicisti, ad attori e
danzatori, o con artisti visivi, o collaboratori vari, sono state spesso molto coinvolgenti, altre volte stridenti.All’estero ho avuto spesso più soddisfazioni che in Italia, questo lo
posso sottolineare …
E non è vero che la danza contemporanea italiana all’estero “non piace”, o non “va di moda” …
Da noi manca un vero Ente di promozione della danza italiana, molte strutture sono sorte negli ultimi 15 anni a sostegno di questo settore di spettacolo, ma spesso ci si infogna in burocrazie inutili, in
lottizzazioni politiche, che non mi interessano.Bisognerebbe fare interrogazioni al Parlamento… anni fa, almeno 10 anni fa, un folto gruppo di coreografi italiani, tra cui io, inoltrammo
proposte di Legge al Parlamento per migliorarenbsp; la nostra categoria … ma non abbiamo riscontrato risultati soddisfacenti, evidentemente.Il tutto finì per farci ricominciare da capo, con meno finanziamenti,
ognuno preoccupato del proprio lavoro, della propria Compagnia di danza, dei “borderò Siae”, eccetera …Nel 2003, dopo quasi 20 anni di sovvenzioni statali, ho rinunciato ai finanziamenti alla produzione della Compagnia erogati dal Ministero dei Beni e Attività Culturali, dunque mi sono definitivamente “liberata” da questa etichetta, e ora mi definisco “artista indipendente” …
A cura di Elettra Cecilia

Elettra Cecilia









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