Elettra: Quali sono gli obiettivi raggiunti e da raggiungere di ZIP.Orvietofestival, scena internazionale di improvvisazione e live performing art?
Rossella Fiumi: “Gli esami non finiscono mai”… diceva un noto autore italiano…
Così La Zip non ha un obiettivo preciso o definitivo da raggiungere per definirsi un festival “soddisfatto” … Certamente i dati sono confortanti, il numero di partecipanti attivi (iscritti ai workshop,
laboratori, eccetera) è andato in crescita nel corso delle edizioni: quest’anno abbiamo registrato circa 200 persone arrivate da tutta Europa, l’altro anno le adesioni hanno sfiorato le 240 presenze…
oltre al pubblico di passaggio che ha assistito alle performance, concerti e jam, posso dire che quest’anno, tra partecipanti attivi e non, abbiamo avuto circa 1.500 presenze.
Gli Enti locali che sostengono il festival, ragionano in termini di “numeri”, di presenze, di visibilità, di sponsorizzazioni, di fenomeno di massa, o da “massificare”.
Io invece ritengo che la Zip, sia un contenitore piuttosto di “nicchia” e che la sua crescita e divulgazione non proceda così come per altri festival, dove uno spettacolo o un concerto hanno più o meno riscontro sul pubblico o sui mass-media. E’ il progetto artistico, - cioè il mio lavoro incessante di indagineper ridefinire il progetto stesso, - che deve ad ogni edizione rinnovarsi, focalizzare l’attenzione sul processo della comunicazione e sul fenomeno dell’improvvisazione come poetica di spettacolo, che possa stimolare un ambito sociale, troppo spesso solo attratto da un soliloquio con gli schermi televisivi.
A cura di Elettra Cecilia
Elettra Cecilia









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