Che cosa ami di più della danza?
A cura di Elettra Cecilia
Pubblicato il 27/08/2005
Sono profondamente convinta che la danza sia musica vista e la musica sia danza sentita, due arti gemelle ma perfettemente autonome entrambi.
Elettra: Con la sua compagnia ha effettuato molte tournées
in Europa e nel mondo. Come reagisce il pubblico non italiano alla danza contemporanea italiana?
Patrizia Cerroni: Ovunque la nostra danza suscita stupore per la sua originalità e carica espressiva. Gli spettatori ci sottolineano sempre che è eccezionale per loro vedere come un movimento così tecnicamente complesso possa integrarsi con tanta sensualità ed erotismo, elementi molto apprezzati soprattutto negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni in genere, forse perchè sono elementi meno accentuati nella loro cultura. In oriente invece, soprattutto in India, è la spiritualità insita nella nostra danza che viene riconosciuta di più, credo proprio perchè è l'elemento portante della loro cultura.
Elettra: Quali sono le sue esperienze artistiche a lei particolarmente care?
Patrizia Cerroni: Tutti gli spettacoli che ho creato e tutti gli interpreti, i musicisti e i collaboratori con cui ho lavorato mi sono cari. In particolare la tournée che ho fatto nei Palazzi Delio Sport di mezza Italia organizzata da David Zard in cui ho coreografato le musiche del Banco e una mia performance di 45 minuti a Calcutta dove ho danzato da sola nel silenzio davanti ai più grandi musicisti dell'India nel più prestigioso Festival di musica indiana.
Sono profondamente convinta che la danza sia musica vista e la musica sia danza sentita, due arti gemelle ma perfettemente autonome entrambi. Sto riproponendo in questi giorni fino alla fine di ottobre per la prima volta in Italia questa esperienza con tutti i miei Danzatori Scalzi nelle performances che stiamo tenendo nella splendida Terrazza di Castel Sant'Angelo.
Elettra: La sua traslazione dei temi puramente "new age" nella danza sono la
naturalezza e la spontaneità del movimento e del gesto, come
conseguente espressione della gestualità interiore, profonda e vicina
alla natura.
Qual'è la sua idea di danza nella performance teatrale in generale?
Patrizia Cerroni: La danza è la più alta espressione artistica dell'essere umano, è l'arte del futuro che ancora non è capita come dovrebbe.
Attraverso il movimento e l'espressività del corpo prende forma astratta e immateriale la profondità dell'essere, diventando il più potente trasmettitore di energia spirituale.
Elettra: Nello spettacolo che presenterà ad Anagni "Tosca", qual'è l'idea portante?
Patrizia Cerroni: Ho avuto la necessità di comunicare quei profondi sentimenti della Tosca, amore, gelosia, morte messi a confronto con l'archetipo del Potere, esprimendoli con tutta la modernità e la contemporaneità che mi appartiene.
Intervista a cura di Elettra Cecilia