Che cosa ami di più della danza?
A cura di Elettra Cecilia
Pubblicato il 30/08/2005
Danza Gestuale di Padova
Elettra: Dalla tua biografia si legge che sin da adolescente hai sentito la necessità di iniziare il lungo “viaggio” di ricerca e di studi sia nel campo delle nuove espressioni della danza contemporanea sia in quelle della musica.
Verso quale concezione della danza sei arrivata?
Marina Soligon: Danza Gestuale e’ movimento, inteso come Vita, e’ qualcosa che emerge dal profondo. Una ricerca spirituale.
L'idea originaria della danza e’ l'attingere nel tesoro interiore e piu’ profondo della propria vita. E particolarmente nel senso di non guardare solo alla vita individuale, ma all'origine della vita in senso lato, quindi alla Vita con la V maiuscola, a quella dell'Umanita’.
Elettra: Quanto ha influito sulla tua formazione di danzatrice l'attività di tuo zio abilissimo scultore, poeta e celebre mascheraro. Sue furono le maschere della rinata Commedia dell'Arte per le rappresentazioni curate da Strehler e Gianfranco De Bosio, per Jean Louis Barrault, per il più famoso degli Arlecchini di questo secolo, Marcello Morettí, ma anche per Eduardo De Filippo e molti altri tra i maggiori interpreti europei.
Marina Soligon: Sono nata tra le maschere, ricordo mio zio Amleto arrivare con i suoi disegni e poi li vedevo trasformati in maschere, raccontava a mia madre, la sorella Zeide e a mio padre, suo carissimo amico, come era riuscito ad infondere alle sue maschere gli stati d’animo dando vita alla materia. Ricordo quando, trionfante, ha portato la prima maschera indossata dal grande Marcello Moretti eseguita per Lui, era un’Arlecchino tipo "gatto" ( c’è quella tipo "volpe" e tipo "toro" ) , Moretti la volle tipo “gatto” perché diceva "el xe più agile!" (è più agile) .

Ho ancora la mia prima maschera di cuoio, maschera di arlecchino, è unica perché fu costruita su uno stampo preso dal mio viso. Attraverso la maschera la nostra psiche si libera da ogni impiccio e, "protetti" da essa, ci si lascia andare, la nostra vera essenza si libera e si esprime. Ho assistito alla Rinascita della Commedia dell’arte .
Intervista a cura di Elettra Cecilia