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Interviste

Bolle...coreografia di Marina Soligon

A cura di Elettra Cecilia

Pubblicato il 17/11/2005

Pellicole sferiche che trattengono l’aria si immergono nell’acqua, non si mescolano con l’elemento, non lo ibridano, entrambe mantengono inalterata la loro natura.

foto intervento

Elettra:

Come è nata l'idea di questo nuovo balletto dal titolo "Bolle" per Danza Gestuale di Padova?
Che tipo di gestualità e corporeità del danzatore hai espresso nello spettacolo?

Marina Soligon:
Come raccontare la nascita di un balletto? non è facile soprattutto se il balletto in questione è surreale. Bolle……Il cerchio di per sé è una figura abbinata alla perfezione, tanto più lo è la sfera, un cerchio tridimensionale.

L’aria elemento chiave per la nostra sopravvivenza, l’acqua da cui tutto ebbe inizio. Da questi elementi: sfera, aria e acqua è partito il pensiero grafico della coreografia. Pellicole sferiche che trattengono l’aria  si immergono nell’acqua, non si mescolano con l’elemento, non lo ibridano, entrambe mantengono inalterata la loro natura. Due realtà separate, due nature eternamente diverse ma con la possibilità di coesistenza. Bolle come pensieri, acqua come memoria

Da questa immagine mentale è iniziato il percorso di ricerca. Le ballerine che rappresentano le bolle dovevano avere una personalità scattante, ritmica, la loro fisicità simile ma non uguale (sono cinque bolle di altezza diversa) perché nulla è uguale in natura e ogni pensiero è dissimile da un altro.

Le danzatrici: acqua-mare sono invece morbide, fluidi i movimenti delle braccia, lenta e misurata la gestualità, l’acqua, il mare, la memoria, sono la Grande Madre.

Per accompagnare le coreografie ho utilizzato musiche diversissime tra loro:Beethoven e Coulais per le scoppiettanti bolle, Sullima e Mozart per l’acqua; a questi “Grandi” e ai più recenti e giovani compositori ho aggiunto dei frammenti di altri compositori.

Ogni singolo gesto di entrambi i ruoli  è stato studiato per ricreare l’idea originaria. Il borbottio e la calma; il rimbalzo e la soavità. I movimenti del capo sono accentuati, attenti e precisi ad indicare un ininterrotto cambio di direzione, gestualità delle mani accurata, ricercata quasi a formulare un muto

linguaggio, spalle e busto rigidi per dare un maggior risalto al capo e alle mani. Passetti veloci e scattanti. Le bolle viaggiano sempre staccate ma vicine, come se le membrane che conferiscono la loro struttura fossero un magnete.
Il movimento gestuale sottolinea la fluidità, passi leggeri, i piedi sembrano scivolare sul pavimento mai devono sollevarsi, per  accentuare l’impossibilità della memoria inconscia di perdere il suo tracciato, come dell’acqua di scorporarsi.

Le braccia delineano nello spazio cerchi e volute lentamente, quasi ritrose ad allontanarsi dal corpo. Le ballerine danzano sempre legate tra loro, come molecole indissolubilmente agglomerate a formare un'unica entità.

Questo balletto è un racconto senza trama.

 

 

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