Che cosa ami di più della danza?
A cura di Elettra Cecilia
Pubblicato il 24/01/2007
Nasce così nel Rinascimento lo studioso di danza, il teorico di danza che ci da' informazioni anche sul portamento, la grazia, degli uomini del tempo e testimonia così la grande gioia di vita che c'era delle corti rinascimentali.
A corte abbiamo balletti con trama da favola, costumi fastosi per feste e matrimoni. Nel Rinascimento ci furono grandi trattatisti: Domenico da Piacenza, Antonio Cornazano, Guglielmo Ebreo da Pesaro.
Nel trattato di Domenico da Ferrara del 1416 egli distingue la danza aulica e la danza popolare con la rispettiva nomenclatura di passi. Nasce così nel Rinascimento lo studioso di danza, il teorico di danza che ci dà informazioni anche sul portamento, la grazia, degli uomini del tempo e testimonia così la grande gioia di vita che c'era delle corti rinascimentali sullo sfondo del trattato del Galateo, del Cortigiano che non trascuravano la danza nell'educazione dell'uomo di corte.
Nel 1588 abbiamo un importante trattato Orchesografie di Thoinot Arbeau sulla danza in Francia negli ultimi dei secoli. È un trattato scritto in forma di dialogo tra un anziano maestro di danza l'Arbeau e e l'allievo Capriol. Egli descrive i passi e le danze di moda di allora con delle rispettive illustrazioni.
Il 1581 è un anno molto importante perché vede la messinscena del Ballet Comique De La Reyne ad opera di un italiano alla corte di Francia e poi sempre del 1531 esce Il Ballarino di Carorso Da Sermoneta, ballerino e musicista come tutti teorici di allora e cortigiano.
Il ballo a corte era geometrico con disposizione orizzontale dei danzatori, nel passaggio per il teatro si usò il piano inclinato per vedere il gioco dei piedi. Il balletto aveva soppiantato i tornei ma i primi balletti riprendono le linee composte e intersecate con i temi mitologici e mascherate.
Di Elettra Cecilia
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