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Danza in scena

Daniel Ezralow al Teatro Olimpico di Roma

A cura di Elettra Cecilia

Pubblicato il 31/08/2007

Dal 12 febbraio 2008

foto intervento AGR Associati

presenta

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Coreografie: Daniel Ezralow

dal 12 febbraio 2008

 

 

  "Ricerca di se stessi. Rappresentare se stessi. Disimparare per riprogrammare la nostra vita. Perché la vita è un meraviglioso caleidoscopio di mille azioni semplici, normali, eppure assolutamente uniche, come è unico ciascuno di noi. È la nostra intrinseca unicità a renderci straordinari proprio nella "normale" quotidianità. Non serve cercare di essere eccezionali, i migliori, gli insuperabili: lo siamo già! Solo che lo abbiamo dimenticato. E dal quotidiano nasce l’arte. Ogni espressione della vita è in sé una danza: ogni movimento, anche il più impercettibile dei sussulti può diventare esteticamente "bello" semplicemente se guardato e riprodotto. La vita altro non è che lo scintillio di idee, sogni, progetti, realizzazioni, delusioni e conquiste che si affastellano nella nostra mente, nel nostro io."  Daniel Ezralow

Daniel Ezralow mette in scena la follia, la gioia e il dolore che ci rendono vivi e unici, per rappresentare attraverso la danza – la forma d’arte forse più istintiva e ancestrale – le idee che si sovrappongono, le occasioni che si manifestano, le scelte che ne conseguono, il tema che caratterizzerà la vita di ciascuno di noi.

REAL PEOPLE DANCE: i ballerini sono i primi a rappresentare se stessi, persone "normali" che sono riuscite ad affermare se stesse e le loro aspirazioni. Marcus, Erin, Djassi, Ryan, Santo, Roberta… artisti in cui ogni spettatore può riconoscersi, incarnando l’oggetto stesso dello spettacolo. A condurre la scena è la semplice invenzione, che senza soluzione di continuità lega i quadri che costituiscono lo spettacolo, animato anche dalla creatività personale dei ballerini, espressa attraverso un’improvvisazione studiata e poi realizzata.

Insomma, l’occhio di Daniel Ezralow diventa la nostra lente di ingrandimento. Ciò che abbiamo dimenticato di guardare, perché è ogni giorno sotto i nostri occhi, torna a essere protagonista, svelando la meraviglia rimasta sepolta sotto la nostra abitudinaria indifferenza. "Guarda. Ascolta. Pensa. Fai", ama ripetere Ezralow ai suoi ballerini, "Non nascondetevi dietro la vostra tecnica: la tecnica non è un fine, ma un mezzo per esprimere voi stessi".

 

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