Quale ballerino preferite?
A cura di Pamela Rozzi
Pubblicato il 07/01/2007
Al via lunedì 8 gennaio la rassegna promossa dal Circuito Campano della Danza "Lo Schiaccianoci" del XXI secolo inaugura la III Stagione di Balletto al Teatro delle Arti. Lo spettacolo interpretato dal Balletto di Roma è reduce da uno strepitoso successo nella capitale. In scena Andrè De La Roche e Azzurra Schena
Reduce da uno strepitoso successo nella capitale, dove al Teatro Quirino è risultato lo spettacolo record della stagione - sarà ''Lo Schiaccianoci'' musicato da Petr Il'ic Cajkovskij e interpretato dal Balletto di Roma ad inaugurare lunedì 8 gennaio 2007 alle 21 la terza edizione della Stagione di Balletto promossa dal Circuito Campano della Danza (CDTM) al Teatro delle Arti di Salerno.
Sulla scena una versione moderna del Balletto psicologico del 900 dedicata alla tragedia dell'infanzia, al difficoltoso abbandono del mondo dei giochi e delle sicurezze: la nuova elaborazione drammaturgica del libretto firmata da Riccardo Reim è una fiaba emblematica del 21esimo secolo magistralmente coreografata da Mario Piazza e danzata dal Balletto di Roma, una delle più importanti realtà del nostro paese nata nel 1960 grazie al sodalizio artistico tra lo storico Balletto di Roma e il Balletto di Toscana.
Adottando l'andamento e gli espedienti del thriller e coniugandoli con il linguaggio della danza contemporanea, l’autore trasforma Lo Schiaccianoci e la sua dilatazione mostruosa della dimensione domestica, le sue mini-battaglie, la violenza e l'orrore, in una narrazione attuale, uno specchio fedele delle generazioni odierne, precocemente private del diritto all'innocenza dall'informazione ossessiva dei media che hanno ormai trasformato la guerra e ogni altra violenza in spettacolo da guardare con distratta indifferenza in qualsiasi momento della giornata. Così in scena sullo sfondo di un murales (una scenografia che infrange la regola classica del balletto di repertorio) aleggiano tre monitor che ripropongono le scene più violente a cui il piccolo schermo oggi ci ha purtroppo abituati (il crollo delle torri gemelle, lo tsunami in Sri-Lanka, i campi di Auschwitz).
Il soldatino di piombo diviene dunque il grumo di tutti gli incubi della piccola Clara, interpretata da Azzurra Schena, sinistro personaggio capace di assassinare il fratellino Fritz o di trasformarsi in una macabra Fata Confetto, simbolo dell'ingannevole dolcezza dei malvagi. Passando di spavento in spavento, Clara, novella Alice, si desterà quando ormai l'incubo sembrerà averla schiacciarla per sempre: ritroverà i suoi cari, ma vedendoli ormai con occhi diversi; gli occhi di chi comincia a comprendere che da quegli affetti bisognerà imparare a distaccarsi. Il tutto narrato secondo le regole e i tranelli dei nuovi giochi tecnologici: il sogno si sfrangia nell'incubo di un atroce videogame che ingloba e imprigiona la protagonista, annullando ogni confine tra reale e virtuale, dove non sono più tanto i giocattoli a prendere vita, bensì il giocatore stesso a essere orribilmente trasformato in futile pedina.
Andrè De
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