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Incontri

Fabrizio De Andrè con la PFM

A cura di Anime Salve

Pubblicato il 28/05/2005

Verso la seconda metà degli anni '70, periodo tra i migliori nella storia della Canzone Italiana, si diffuse una singolare quanto interessante collaborazione tra affermati cantaurori e affermate band italiane: Guccini con i Nomadi, Branduardi con il Banco e Faber? Con la PFM....

foto intervento

Alla fine degli anni '70 Fabrizio De Andrè decise di dare un'energica rinfrescata ai suoi vecchi classici e chiamò la PFM (che aveva già collaborato con lui all'inizio di carriera) per qualche buon consiglio. Non era la prima volta che Fabrizio lavorava con un gruppo importante: l'aveva già fatto agli inizi di carriera e in un fortunato tour dei primi anni '70, con i New Trolls, ma quando la cosa si seppe, più d'uno storse il naso. Ma come…. Mettere mano classicissimi della canzone italiana come Il pescatore o Canzone di Marinella? Sarebbe come fare i baffi alla Gioconda, disse qualcuno… Ma insomma, Francone Mussida e i suoi amici ci si misero di buzzo buono e alla fine presentarono a Fabrizio qualcosa di straordinario. Da quel lavoro, uscirono un tour rimasto nei ricordi di chi vi assistette e questo doppio album (uscito anche come due dischi singoli) assolutamente strepitoso. Bocca di rosa, Via del Campo, La guerra di Piero, La canzone di Marinella, il Pescatore, Rimini erano ringiovanite, rivitalizzate senza tradirne minimamente lo spirito originale. Per qualche sorta di miracolo in queste nuove versioni c'era tutta la poesia di Fabrizio e tutta la genialità musicale che la PFM aveva già abbondantemente dimostrato soprattutto nei suoi primi album. I vecchi classici che tutti amavano vennero riproposti in maniera totalmente nuova ed elettrizzante, che durante i concerti non si riusciva mai a capire, dalle prime note, di che canzone si trattasse. Una sorpresa continua ed entusiasmante. Gli stessi musicisti, poi, nelle esecuzioni, riuscivano a ritagliarsi piccoli preziosi spazi virtuosistici, come l'assolo di chitarra di Mussida in Amico Fragile (che lo stesso Mussida reputa uno dei suoi migliori mai incisi) o quello di fisarmonica in di Premoli in Un nano. Il lavoro fu talmente apprezzato di De Andrè che molti di questi arrangiamenti sarebbero stati adottati negli anni a seguire, quando il cantautore genovese avrebbe riproposto con altri gruppi queste stesse canzoni. Album da antologia, dunque, grazie ai brani di De Andrè e alle idee della Premiata.

Lucio Mazzi

FONTE: www.luciomazzi.com

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