I
Democratici di sinistra, dopo lo svolgimento, insieme alla Sinistra
giovanile, delle due giornate di mobilitazione nazionale del 19-20
dicembre 2003 con la parola d’ordine “Per il bene della scuola
pubblica e dell’Italia”, aderiscono alla manifestazione nazionale del
17 gennaio 2004 a Roma, indetta dai Comitati e dai coordinamenti dei
genitori, degli insegnanti e del personale Ata delle scuole a tempo pieno,
che vuole porre al centro della mobilitazione la difesa e lo sviluppo del
Tempo pieno e del tempo prolungato, nel quadro di una valutazione negativa
dell’intero Decreto Legislativo concernente la definizione di norme
generali relative alla scuola dell’infanzia e all primo ciclo
dell’istruzione, ai sensi della legge Moratti n. 53/2003.
Gli sforzi compiuti, in sede di confronto Stato-Regioni e Comuni, dai
rappresentanti DS e delle forze del centro-sinistra di rappresentare le
richieste delle famiglie, sostenute da grandi manifestazioni, per la
salvaguardia del tempo pieno, che hanno portato ad ottenere sulla materia
alcune positive modifiche del Decreto Legislativo, non rimuovono il
giudizio negativo di fondo su questo primo decreto attuativo, che
ribadisce il carattere della legge Moratti come un intervento che rende più
povera e più rigida culturalmente e materialmente la scuola pubblica
italiana, più limitata nella sua autonomia e più distante dai livelli
europei.
Si vuole attuare, anche attraverso la mancanza di adeguate risorse
finanziarie e professionali, la riduzione del diritto alla educazione e
alla formazione alla sua radice. A partire, cioè, dalla prima infanzia e
dagli strati più deboli e indifesi della popolazione, negando
concretamente la possibilità di realizzare:
- la generalizzazione della scuola dell’infanzia, con l’innalzamento
della sua valenza educativa, e in continuità con la scuola elementare;
- il mantenimento e lo sviluppo del tempo pieno, come modello pedagogico,
didattico e organizzativo di vitale importanza per la crescita della
persona nella comunità;
- l’impoverimento dell’offerta educativa di tutta la scuola di base.
In sede parlamentare, i deputati e i senatori DS denunceranno i caratteri
di illegittimità del Decreto Legislativo in riferimento:
- al mancato scorporo degli allegati A,B,C e D relativi alla definizione
del piano di offerta formativa, che ledono l’autonomia delle scuole;
- ai gravi limiti del provvedimento nell’organizzazione didattica e del
tempo scuola, anche dopo l’accoglimento degli emendamenti;
- all’assenza della copertura finanziaria e del Piano finanziario che
compromette il diritto alla fruizione gratuita sulla base della scelte
delle famiglie del tempo pieno e del tempo prolungato;
- all’eccesso di delega per l’introduzione della figura
dell’insegnante unico, del tutor «tuttor», a cui è affidata pressoché
l’intera attività educativa, cancella l’integrazione tra scuola della
socializzazione e cultura disciplinare, a cui mirava la scuola elementare
del team educativo.
Questi caratteri di illegittimità fonderanno la nostra richiesta
preliminare di ritiro del decreto, a cui accompagneremo le presentazione
di tutte le puntuali richieste di modifica presentate nella Conferenza
Stato-Regioni, e la riproposizione degli stessi emendamenti dichiarati
accolti dal Governo e che non sono presenti nel testo presentato ai gruppi
parlamentari.
Ci attiveremo, oltre che nelle sedi parlamentari assieme ai gruppi
dell’Ulivo e dell’opposizione, anche in tutte le altre sedi
istituzionali, dalle Regioni alle Province e ai Comuni, per impedire il
degrado della scuola pubblica italiana..
Unire tutte le forze per il bene della scuola pubblica e dell’Italia
Insieme agli insegnanti, agli studenti, alle famiglie
La scuola è un bene pubblico centrale per assicurare a tutti il
diritto di cittadinanza, le condizioni di promozione sociale e di sviluppo
qualitativo di cui il nostro Paese ha tanto bisogno.
|
Anteprima del commento