
L’anoressia si manifesta con una riduzione drastica dell’alimentazione e del peso corporeo.
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La persona anoressica nega ad oltranza la fame che controlla tenacemente.In realtà è disperatamente affamata, non solo di cibo.
Ha fame di tutto: di relazioni, di affetti, di emozioni. Per questa ragione rifiuta ogni cosa.
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È nel rifiuto che cerca un’illusoria autonomia da ogni bisogno e desiderio.
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L’anoressia inizia con una dieta per migliorare la propria immagine.
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La persona anoressica persegue un ideale di magrezza irraggiungibile, rispetto al quale si sente sempre inadeguata.
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Così la dieta non termina più, la magrezza raggiunta non è mai abbastanza.
Nonostante la magrezza estrema, il corpo viene rappresentato e percepito sempre grasso.
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Nell’anoressia la punta dell’iceberg è evidente, mostra un corpo ridotto alla fame, scheletrico, che evoca l’immagine della morte e provoca angoscia anche nei curanti.
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Il digiuno, nell’anoressia, compromette seriamente le funzioni vitali.
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La persona anoressica vive nell’illusione che, cambiando il corpo, possa cambiare la sua vita.
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nbsp;Il corpo diventa il palcoscenico sul quale viene messa in scena una sofferenza che le parole non possono dire.
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L’anoressia è anche una patologia del controllo. Il soggetto anoressico, per arginare il contatto con le emozioni e le relazioni che non riesce a controllare, cerca un equilibrio nel controllo
illusorio sul cibo-corpo-peso.
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La nbsp;Brochure del Ministero delle Pari Opportunità
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Luisa Maria Carretta-1770









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