
La cultura della bellezza ideale,
che ognuno in se possiede,
senza seguire alcun modello,
che non sia il proprio.
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Per non costruirsi montagne di grasso attorno,
come nella bulimia,
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o divenire ombre,
bambini e ragazze quasi invisibili,
come si sentiva Marilyn Monroe.
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E necessario partire da dentro,
per creare un autostima personale che prescinda
da modelli e condizionamenti.
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Il contatto connbsp; noi stessi è difficile,
perché nel profondo,
possiamo trovarci nudinbsp;
di fronte allenbsp;nbsp; nostre incertezze e alle nostre paure.
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Soli con noi stessi: la più grande solitudine.
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E’ uno spazio incolmabile.
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A volte, si preferisce dimenticare quello che si è,
protesi a diventare quello che non saremo mai,
e che forse non vorremmo mai essere.
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Nel vuoto che si forma
tra i modelli famigliari inadeguati
ed i modelli crudeli che la società propone,
si alimentano le incertezze individuali
enbsp; la ricerca di forme di auto spegnimento,
per una energia interiore che non riesce a nascere,
o che si spegne strada facendo.
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Le famiglie e la società hanno perso, strada facendo, molti ideali,
e non ne propongono di nuovi,
ma costruiscono insieme meccanismi
che stritolano la speranza dell’individuo alla sua affermazione.
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Soli dentro e soli fuori.
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E quando ci si sente soli ed inutili,
qualsiasi droga o qualsiasi modello
sostituisce il proprio,
che non ha il tempo e il luogo per nascere.
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E quandonbsp; ci si sente soli,
e la ricerca della visibilità cozza
contro non oltrepassabili muri,
ci si sentenbsp; invisibili dentro,
ed allora si desidera esserenbsp; invisibili anche fuori.
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Riproduzione Riservata Gilberto Gamberini
Luisa Maria Carretta-1770









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