A cura di Luisa Maria Carretta
Pubblicato il 18/07/2006
L’aumento vertiginoso dei livelli di colesterolo nella popolazione europea e l’assenza di adeguate misure per gestire questa sorta di ‘epidemia silente’ potrebbero provocare una vera e propria crisi dell’assistenza sanitaria in Europa entro il 2020. Questo, in estrema sintesi, il messaggio allarmante trasmesso dallo studio Cholesterol: the public policy implications of not doing enough realizzato dallo Stockholm Network, associazione indipendente di ricerca formata da 130 ricercatori europei specializzati nelle aree di economia, scienze sociali, politica sanitaria e comunicazione.
L’aumento vertiginoso dei livelli di colesterolo nella popolazione europea e l’assenza di adeguate
misure per gestire questa sorta di ‘epidemia silente’ potrebbero provocare una vera e propria crisi dell’assistenza sanitaria in Europa entro il 2020.
Questo, in estrema sintesi, il messaggio allarmante trasmesso dallo studio Cholesterol: the
public policy implications of not doing enough realizzato dallo Stockholm Network, associazione
indipendente di ricerca formata da 130 ricercatori europei specializzati nelle aree di economia,
scienze sociali, politica sanitaria e comunicazione.
La nuova frontiera per ridurre il tasso di cardiopatie è rappresentato – secondo i ricercatori
dello Stockholm Network – dalla gestione efficace dell’ipercolesterolemia, sia per salvare
milioni di vite, sia per evitare ai bilanci sanitari dei Paesi dell’Unione Europea il superamento
dei limiti sostenibili. Ciò che appare irrinunciabile per tutti i Paesi europei è pensare e implementare una riforma a lungo termine dell’attuale sistema di gestione dell’ipercolesterolemia. Essa dovrà comprendere i seguenti assetti.
Il miglioramento della prevenzione primaria attraverso:
L’aumento della prevenzione secondaria attraverso interventi di carattere medico a lungo termine:
Il dossier completo di careonline.it è disponibile Qui.
