A cura di Luisa Maria Carretta
Pubblicato il 19/07/2006
Anoressia e bulimia appaiono legate a valori e conflitti specifici della cultura occidentale, connessi, in particolare, alla costruzione dell'identità femminile e al ruolo familiare e sociale della donna. La diffusione di queste patologie nei paesi dell'Est europeo, del Terzo mondo e fra gli immigrati da nazioni povere verso nazioni ricche appare correlata al miglioramento delle condizioni economiche e,ancora di più, ai processi di occidentalizzazione culturale.
La nosografia psichiatrica contemporanea considera i problemi con l'immagine mentale del proprio corpo un sintomo nucleare, indispensabile alla diagnosi di anoressia nervosa e di bulimia nervosa. La diagnosi di anoressia nervosa richiede che sia presente una paura intensa di aumentare di peso o di ingrassare, pur essendo sottopeso, e che il modo di sentire il peso e le forme del proprio corpo siano disturbati. La diagnosi di bulimia nervosa richiede che la valutazione di sé sia indebitamente influenzata dalle forme e dal peso del corpo.
Disturbi del rapporto dell'uomo con il cibo e l'alimentazione sono stati descritti anche in epoche remote. Ma solo nel Novecento il problema alimentare si è legato all'immagine del corpo.
Le sindromi psichiatriche non sono entità naturali stabili ma quadri mutevoli che risentono dello spirito del tempo. Probabilmente è giusto ritenere che nell'anoressia nervosa e nella bulimia nervosa dei nostri giorni un grave disturbo dell'immagine del corpo sia il cuore della psicopatologia.
Anoressie e bulimie sono sindromi culture bound, legate a certe culture e specifiche di alcuni paesi. È un dato importante per la comprensione del peso dei fattori sociali e culturali nella loro patogenesi.
Sono disturbi frequenti nei paesi ricchi e fortemente industrializzati: Europa occidentale, Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda, Sudafrica, Giappone. Sono assenti o molto rare nei paesi poveri dell'Africa, dell'Asia e dell'America Latina.
Anoressia e bulimia appaiono legate a valori e conflitti specifici della cultura occidentale, connessi, in particolare, alla costruzione dell'identità femminile e al ruolo familiare e sociale della donna. La diffusione di queste patologie nei paesi dell'Est europeo, del Terzo mondo e fra gli immigrati da nazioni povere verso nazioni ricche appare correlata al miglioramento delle condizioni economiche e,ancora di più, ai processi di occidentalizzazione culturale. È da notare che, nei paesi poveri, parallelamente all'aumento dei disturbi del comportamento alimentare stanno aumentando, in misura esplosiva, i casi di obesità.
Il culto della magrezza femminile segue la stessa distribuzione geografica e temporale dei disturbi dell'alimentazione. In India, per esempio, l'aumento dei casi di anoressia e bulimia sembra seguire, in modo inverso, la diminuzione delle misure delle attrici più popolari del cinema indiano.
Non si devono confondere, però, gli effetti patoplastici della cultura, quelli che modellano la forma che prendono i sintomi, con i processi patogenetici, quelli che provocano le malattie L'idolatria occidentale della magrezza femminile non è la causa delle anoressie e delle bulimie. La sua funzione è soprattutto quella di suggerire la forma del sintomo attraverso il quale un malessere, grave e profondo, si esprime e, insieme, cerca una sua risoluzione.
Il contenuto pubblicato è originale ed esclusivo dell’autrice che ringrazio per la professionalità, la gentilezza e la sensibilità che dimostra avendolo proposto. Riproduzione Riservata e tutelata dalle norme vigenti in materia di diritto d'autore.