A cura di Luisa Maria Carretta
Pubblicato il 19/07/2006
In questi ultimi anni i Disturbi del Comportamento Alimentare hanno subito un notevole incremento, tale da rappresentare un fenomeno di allarme sociale per i paesi del mondo occidentale e quindi anche per l’Italia. Ogni 100 ragazze in età adolescenziale, 10 soffrono di qualche disturbo del comportamento alimentare, 1-2 delle forme più gravi come l’anoressia e la bulimia, le altre delle manifestazioni cliniche transitorie e incomplete.
INTRODUZIONE
EPIDEMIOLOGIA
In questi ultimi anni i Disturbi del Comportamento Alimentare hanno subito un notevole incremento, tale da rappresentare un fenomeno di allarme sociale per i paesi del mondo occidentale e quindi anche per l’Italia. Ogni 100 ragazze in età adolescenziale, 10 soffrono di qualche disturbo del comportamento alimentare, 1-2 delle forme più gravi come l’anoressia e la bulimia, le altre delle manifestazioni cliniche transitorie e incomplete. I dati epidemiologici comuni a tutte le ricerche internazionali riguardanti la prevalenza per l’età e il sesso della popolazione colpita dal disturbo ci indicano un rapporto femmine-maschi di
Per quanto riguarda l'incidenza dei disturbi anoressico e bulimico, Turnbull mette in evidenza che: nell'anno
Tali patologie che in passato sembravano esclusivamente delle classi medio-alte si sono diffuse negli ultimi anni in tutti gli strati sociali coinvolgendo una fascia di età variabile dai 10 ai 25 anni. A livello internazionale gli studi di prevalenza hanno indicato valori compresi tra 0,2 e 0,8% per l’anoressia nervosa e tra 0,5 e 1,5% per la bulimia nervosa. L’incidenza dell’anoressia nervosa negli ultimi anni sembra stabilizzata su valori 4-8 nuovi casi annui per 100.000 individui, mentre quella della bulimia nervosa risulta essere in aumento ed è valutata in 9-12 nuovi casi all’anno. La stima del Disturbo di Alimentazione Incontrollata (DAI) si aggira intorno all’1% nella popolazione generale e al 3% tra i soggetti obesi, i Disturbi del Comportamento alimentare non altrimenti specificati del 3,7%-6,4%. Tali indici di prevalenza si riferiscono a popolazioni di sesso femminile: il rapporto maschi/femmine è stato stimato pari a un caso ogni 10-20 soggetti. Il DAI interessa una parte consistente della popolazione obesa, anche adulta, in misura variabile in funzione del grado di obesità e di altri fattori (10-30%).(3,4,5)
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