A cura di Luisa Maria Carretta
Pubblicato il 06/12/2006
L'American Heart Association afferma che l'introduzione di 5mila alimenti "dietetici" ha contribuito negli Stati Uniti a un aumento vertiginoso degli obesi
I cibi senza grassi non aiutano a perder peso. E' questa la conclusione tratta dall'American Heart Association (AHA) dopo la conferma che l'introduzione negli ultimi decenni di più di 5.000 cibi a basso o nullo contenuto di grassi ha contribuito a una epidemia di obesità negli Stati Uniti.
I problemi iniziano quando la gente pensa di poter mangiare una quantità illimitata di cibi a ridotto contenuto di grassi quali yogurt o dolci.
Infatti, mentre questi cibi contengono più bassi livelli di contenuto di grassi rispetto a quelli normali corrispondenti, essi tendono a contenere più zuccheri e quindi ad essere più calorici.
Considerando che ognuno di noi tende a consumare maggior quantità di cibo perché ritenuto a basso contenuto di grassi, l'autore dell'articolo pubblicato su "Circulation", il dottor Judith Wylie-Rosett, consiglia di esaminare attentamente l'etichetta del prodotto relativamente al contenuto di calorie per ogni porzione rapportato al numero di porzioni dell'intera confezione. La scelta di prodotti freschi e altri cibi ricchi di fibre permette invece di consumare una maggior quantità di cibo con meno calorie in quanto si ha una sensazione di sazietà.
Sembra che questo paradosso possa essere spiegato con il fatto che più bassi sono i grassi, più il numero totale delle calorie nel prodotto aumenta.
Le raccomandazioni della AHA per coloro che voglio perdere di peso e mantenersi in forma, sono quelle di seguire attentamente le indicazioni della "piramide dei cibi" e, nelle nostre diete, dedicare particolare attenzione alla dimensione delle porzioni.
Un'altra raccomandazione dell'AHA è quella di evitare eccessivo consumo di sostitutivi dei grassi quali quelli che si trovano solitamente nelle merendine.
Questi sostitutivi passano attraverso il corpo senza essere assorbiti e possono causare disturbi digestivi. Essi possono inoltre ridurre l'assorbimento di certi fattori nutritivi quali vitamina D e E, ed al momento non è chiaro se essi interferiscono anche con farmaci o altri ingredienti dei prodotti.
Fonte: Clorofilla.it