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==================== 3 Diete Famose

Lipetz e la formula della felicità

A cura di Luisa Maria Carretta

Pubblicato il 08/01/2007

Dimagrire è possibile. E’ possibile perdere peso mangiando molto e mantenere il peso in maniera naturale. La formula della felicità, per Lipetz è racchiusa nella caloria.

foto intervento

Che la formula della felicità sia racchiusa nelle calorie?  Chissà, forse Philip Lipetz, il noto medico di San Francisco, famoso per le numerose ricerche sul DNA e sull’invecchiamento pensava proprio a questo quando cominciò a dedicarsi alla dietetica ed alla nutrizione.

 

Il proprio sovrappeso fu la motivazione per incentivare l’interesse e favorire la ricerca sulla nutrizione pubblicata in un secondo tempo nel libro “The Good Calorie Diet” ,1994, e  divenuto best seller in breve.

 

Dimagrire è possibile.

 

E’ possibile perdere peso mangiando molto e mantenere il peso in maniera naturale. La formula della felicità, per Lipetz è racchiusa nella caloria.

 

Seppure la caloria sia una misura utile per stabilire la capacità nutritiva, Lipetz ne individua due diverse tipologie:

 

  • calorie buone: contenute pane di segale integrale, i fiocchi d’avena e in generale i cereali integrali, le leguminose, la carne di pollo e tacchino, il pesce azzurro, i latticini magri, la frutta fresca e tutte le verdure tranne, e questa è una particolarità, carote e patate.
  • calorie cattive: quelle contenute negli alcolici, nelle carni grasse, nei prodotti da forno, nei cibi molto cotti o super conditi, tofu

 

Il termine diete, dal greco dìaita (regime, stile, tenore di vita) è sinonimo di alimentazione sana ed equilibrata, e su questi principi, che tengono conto anche dell’Indice Glicemico, Lipetz propone 12 suggerimenti

 

  • Mangiare prevalentemente “calorie buone”
  • Le “calorie cattive” non dovrebbero superare un quarto del totale
  • Cosumare a pranzo e non a cena gli alimenti ricchi di grassi saturi
  • Trovare dei limiti individuali di tolleranza
  • Gli spuntini dovrebbero essere a base di “calorie buone”
  • Non saltare i pasti
  • Evitare la combinazione di proteine animali e amidi
  • Assumere integratori di vitamine e Sali minerali per prevenirne le carenze
  • Evitare  qualsiasi cosa possa causare la starvation response
  • Evitare l’eccessivo consumo di alimenti di origine animale
  • Alternare “calorie buone” e “calorie cattive” nei pasti
  • Consumare una prima colazione a base di calorie buone

 

Al di là della tesi sulla memoria dell’uomo, cui Lipetz attribuisce grande valore e difficilmente spiegabile da un punto di vista scientifico, ed al di là del teorema o  formula, è verosimile pensare che  al termine caloria Lipetz intendesse affiancare quello di un determinato alimento che può essere più o meno “pesante”  seconda delle calorie che dà.

 

Tra tutte le diete è comunque una di quelle che consiglierei  poichè libera nel conteggio delle calorie e permette di non pesare gli alimenti. Non è indicata per i diabetici insulinodipendenti, potrebbe infatti calare ancora di più la glicemia, ma lo è per chiunque, oltre a perdere del peso, desideri mangiare in maniera “naturale” alleviando disturbi circolatori o metabolici.

 

Luisa Maria

 

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