A cura di Luisa Maria Carretta
Pubblicato il 31/01/2007
Nutrizione e Diete nel delicato periodo dello svezzamento del bambino
Il secondo semestre di vita del bambino si caratterizza dal punto di vista nutrizionale come una fase di transizione da un’alimentazione esclusivamente lattea ad una diversificata anche solida.
Se il latte materno è infatti il solo alimento necessario almeno fino al sesto mese (salvo casi di nascite premature o sottopeso, o di carenze alimentari particolari), una volta compiuti i sei mesi cambia il fabbisogno energetico e nutritivo e vengono introdotti nella dieta cibi diversi, dapprima semiliquidi poi solidi, in maniera del tutto graduale.
Il fabbisogno calorico è largamente dipendente dalla situazione neuroendocrina: un bambino nervoso ad esempio, avrà un fabbisogno calorico più elevato di un bambino tranquillo e dato che i fattori genetici possono influenzare l’apporto calorico, sarà importante modificare opportunamente l’alimentazione nel tempo.
Sarà il pediatra ad aiutare la mamma in questo periodo, dicendo quando e come passare ad una diversa alimentazione ma è bene sottolineare che un cucchiaino di omogeneizzato alla frutta, che in genere viene dato per cominciare da abituare il bambino a nuovi gusti ed a muovere l’apparato buccale in maniera diversa da quella dell’allattamento, non indica lo svezzamento vero e proprio che avviene invece con la somministrazione della prima pappa.
Il questa fase il latte può essere ancora quello materno o gradualmente integrato con quello in polvere o con il latte vaccino che però i nutrizionisti purericultori consigliano di iniziare solo dopo il 7°/ 8° mese .
Il fabbisogno giornaliero raccomandato di carboidrati e vitamine varia in funzione dell'età e del peso del bambino. Si può cominciare con cibi molto semplici, come crema di riso mescolata al latte, semolini o fiocchi, per introdurre farinate e pappe liquide. Le prime pappe possono essere dolci o salate e equivalgono ad un pasto.
I diversi tipi di alimenti sono molto variabili per densità calorica e per contenuto in singoli nutrienti essenziali. Si possono trovare alimenti adatti per quasi tutte le particolari esigenze dietetiche. In genere i prodotti in commercio hanno un elevato contenuto idrico ma generalmente anche un basso contenuto in grassi. La combinazione di queste due caratteristiche determina, nella maggior parte dei casi, una densità calorica inferiore a quella dei corrispondenti prodotti preparati in casa.
Sono costituiti da:
Nei 4 pasti fondamentali legati a questo periodo lo schema da seguire è di solito: latte al mattino, pappa dolce, pappa salata e latte la sera tenendo presente che pappa dolce e salata possono essere alternate nella giornata e che il latte, specie se vaccino, và integrato con l’apporto dei carboidrati contenuti nei biscotti primi-mesi.
Lo svezzamento è un periodo nutrizionale delicato legato alla variazione di alimentazione da esclusivamente lattea ad alimentazione solida ma è anche un momento di crescita in cui gli alimenti che comincia ad assumere influenzeranno tutto il metabolismo. Nella crescita, un corretto svezzamento può assumere un ruolo importante poiché se non adeguato, possono emergere patologie come allergie ed intolleranze alimentari.
Oltre a questo sarebbe sempre opportuno seguire la fisiologia della crescita rispettando i fabbisogni ed i tempi del singolo bambino, seguendo uno schema non rigido, che comprenda varietà, sicurezza, che sia sempre completo e soddisfi i bisogni energetici e nutritivi.
Luisa Maria
Luisa Maria Carretta collabora da oggi con il famoso e stimato portale Le Scienze Web conosciuto a livello internazionale. Ringrazio di cuore l’Editore, Enrico Damiano per avermi contattato ed invitato ad essere collaboratore di alto profilo. Grazie di cuore. Luisa