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A cura di Dj Stefy Energy
Pubblicato il 11/07/2006
Intervista a Cristian Avigni from Soundvillage
Come nasce Cristian Avigni DJ e qual è il tuo background Musicale?
Sono nato negli anni ‘80 quando gli artisti di quel periodo riuscivano già ad attirare la mia attenzione verso il loro genere musicale, la disco music. Grazie ad un prestito di papà, che restituii poi con i lavori estivi, riuscii a comprarmi piatti e mixer all’età di 13/14 anni. Da li iniziai a suonare alle prime feste per poi arrivare negli anni successivi ad essere DJ-resident in un locale. La paghetta settimanale la utilizzavo per acquistare i nuovi dischi e molte volte ero costretto a rinunciare ad uscire la sera. Abitando in periferia e non avendo ancora la patente facevo circa 30 / 40 km con i mezzi pubblici per recarmi nel mio negozio di fiducia. Ricordo ancora la fatica che feci nel superare l’ultimo anno di scuola… il mio interesse per lo studio e i libri era diminuito in maniera direttamente proporzionale alla mia passione per la musica. Iniziai, come molti altri colleghi, a proporre un genere commerciale per poi scoprire le sonorità più melodiche della trance europea e che ancora oggi riesce a regalarmi emozioni uniche. Ultimamente, nelle mie serate propongo musica house, più adatta al mercato italiano e alla tendenza dei locali del momento.
Artisti preferiti o ai quali ti ispiri?
Gli artisti che stimo sono parecchi, ognuno ha un proprio stile e una propria personalità.
A me piace osservarli lavorare, da essi ho imparato molto… Penso che DJ non si nasca ma lo si diventa… anche se il talento rimane una cosa naturale. Quali sono le difficoltà di questo lavoro? Come tutti i lavori facenti parte delle categorie "spettacolo" e "entertainment" le difficoltà che si presentano sono molte. Al giorno d’oggi sono tanti quelli che vogliono intraprendere la carriera di DJ e questo fa si che la categoria sia "satura" e quindi anche gli stessi locali hanno una varietà di scelta. Difficile è emergere quando i locali puntano solo sui grandi artisti per quanto riguardo la selezione musicale e purtroppo molti adottano questa linea lasciando da parte i giovani talenti. In molti casi, gli stessi DJ, devono improvvisarsi PR cercando di portare più gente possibile alle loro serate e personalmente sono del parere che non si possano fare bene entrambe le cose. Poi la crisi musicale rende difficile anche la carriera di produttore… le poche copie vendute di un disco fanno si che la sua realizzazione sia solo una soddisfazione personale piuttosto che la strada verso il successo. Ci sono poi casi particolari, come quello di Benny Benassi, che grazie alla produzione di dischi è riuscito a farsi conoscere e a suonare in tutto il mondo... ma la sua era una hit. Come tutte le professioni, la gavetta è lunga e non sempre le porte sono aperte. Ci sono persone simpatiche e purtroppo anche quelle meno simpatiche. Questo è comunque un lavoro dove ritengo che l'umiltà e il rispetto non debbano mai mancare. Parlaci del tuo genere musicale e del tuo stile... Come ti dicevo prima, sono un amante della musica trance ma in Italia è un genere poco conosciuto e poco promosso dai grandi artisti. Di questo genere compro più spesso dischi per diletto personale piuttosto che per proporli nelle mie serate. Personalmente adoro molto gli effetti e i filtri, rendono più "piacevoli" i mixaggi. Cd o Vinile? Direi decisamente il vinile: il suono "caldo" dell’analogico è sicuramente qualitativamente superiore a quello digitale ma personalmente uso anche cd. E’ chiaro che il compact disk non deve essere il mezzo per suonare pezzi scaricati da Internet e quindi non originali. Esistono già siti dove gli mp3 si possono scaricare pagando una piccola quota. In Italia però la S.I.A.E. non accetta ancora cd non originali anche se contenenti pezzi regolarmente acquistati e quindi pagati. Speriamo che in futuro sia possibile anche questo nel nostro paese ma soprattutto: "Lunga vita al vinile!!!" Cosa ne pensi di chi alla consolle preferisce il computer nei propri live? Penso sia una cosa innovativa ma la spettacolarità del vedere un DJ mixare con i piatti viene a mancare. D'altronde la tecnica e la bravura di un DJ la si vede proprio con mixer e giradischi. Cosa ne pensi della nuova consolle x videomixare live? Una innovazione che prenderà piede negli anni avvenire… il costo dei lettori è ancora eccessivo e pochi possono permetterselo. Anche le stesse discoteche dovrebbero poi adottare l’impiantistica adatta per visualizzare i dvd su grande schermo. Cosa ne pensi di Internet come mezzo di promozione per un DJ? E' efficace? Può essere un'alternativa alle radio o ai club? Lavorando con Internet non posso fare altro che parlarne bene. Molte serate infatti le ho ottenute con la promozione su web anche se comunque la radio rimane il mezzo di comunicazione più diffuso e seguito. E’ chiaro che lavorare in un club che funziona e che ha una grande storia dietro è sicuramente un mezzo di promozione più efficace anche per chi sta dietro la consolle e molto spesso questo ti permette di ottenere serate come guest DJ presso altri locali. Progetti per il futuro? Tempo permettendo, mi piacerebbe iniziare a produrre qualcosa di mio e continuare a lavorare su web. Qualcosa che mi tenga comunque a contatto con la musica, non posso fare a meno di essa. Non vorrei rimanere però solo chiuso tra le mura di uno studio o davanti ad un pc. Il contatto diretto con il pubblico e l’emozione di suonare davanti a migliaia di persone rimangono una sensazione unica.