L'habitat del futuro: un "luogo non luogo"
L'informatica prima, e Internet poi, sono velocemente entrati a far parte del nostro quotidiano, rivoluzionando ritmi e abitudini delle "nuove generazioni", ma non solo.
La tecnologia si è capillarmente trasmessa dagli uffici, luogo privilegiato della dimensione lavorativa, verso le nostre case, e anche se non possiamo certo affermare che ad ogni angolo di strada sia possibile imbattersi in installazioni tipo "Matrix", tuttavia è evidente il diffondersi di nuovi stili di vita, che fanno della nostra era una specie di "presente tecnologicamente avanzato".
Anche il mercato sembra ormai pronto ad acquisire queste nuove tecnologie, destinate a migliorare comfort e sicurezza e a consentire una diminuzione dei consumi, non solo negli edifici complessi, ma anche nelle semplici abitazioni unifamiliari; e ciò che oggi potrebbe sembrare fantascienza, è meno lontano di quanto si pensi.
Anzi, probabilmente la casa tecnologica sarà lo standard normale delle nostre abitazioni di un futuro "prossimo venturo".
A questo punto il centro d'attenzione si sposta: e non si parla più solo ed esclusivamente di sicurezza, controllo e funzionalità; ma si entra nella sfera del comfort, del design e quindi di un nuovo modo di concepire e vivere uno spazio ormai sempre più "digitalizzato".
L'habitat casalingo si riempirà di "presenze", si popolerà di elettrodomestici, di computers e dispositivi di ogni genere, dotati però di un "intelligenza" - o meglio, di un microchip e di una porta seriale in grado di collegarli con il resto del mondo - tale da consentire loro un continuo e proficuo scambio di informazioni, oltre alla facoltà di compiere le "funzioni di base" (per le quali furono in origine progettati).
L'intera abitazione così diventa un ambiente interattivo in grado di rispondere alle richieste delle persone che lo abitano.
Insomma, una sorta di "Genio della lampada" al servizio dell'Uomo…una favola! Del resto, non a caso, questi meccanismi "parlano tra loro" adoperando un particolare linguaggio chiamato "Jini" che davvero pare avere qualcosa in comune con il mitico personaggio fiabesco, anche fosse solo per l'assonanza delle parole.
Va sottolineato infine che la casa high tech ha fatto crollare un pregiudizio: e cioè quello di credere che Internet fosse legato solo ed esclusivamente al mondo dei personal computers e dei telefoni: "roba da smanettoni" dunque...
E qui invece scatta la differenza sostanziale: la casa tecnologica non è più un giocattolo per miliardari stravaganti, ma si trasforma in una realtà quotidiana, uno spazio d'incontro e di dialogo continuo tra l'Uomo e la Macchina.
Una sorta di "luogo non luogo" sospeso tra il pensiero e la materia.
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