
I visitatori di Spazio Casa 2002 hanno avuto un assaggio, in diretta, di come lo spazio dell’ufficio, da tempo codificato con regole precise, e quello della casa, fondato sulla cura del sé e dei propri cari, potrebbero presto subire una mutazione profonda. Le statistiche dicono infatti che il fenomeno del telelavoro coinvolgerà un numero sempre maggiore di persone.
Il concetto tradizionale di “lavoro” si basa proprio sulla classica separazione fra l’ufficio, luogo socialmente deputato ad una sorta di “ispessimento” del ritmo di vita, e la casa, riservata invece a un “diradarsi” di questo stesso ritmo. Con il telelavoro, invece, questi due mondi si incontreranno nello stesso luogo, cercando di coesistere senza che l’uno prevarichi sull’altro. Il nuovo scenario che si delinea è una dimensione abitativa dove l’uomo-lavoratore interagisce con i mezzi domestici, apre e chiude gli spazi dove si muove, alternando la sfera della produttività a quella più intima della privacy personale, in modo da assecondare i propri tempi, le proprie esigenze e in definitiva “allentare lo stress”.
All’interno dei padiglioni espositivi della fiera di Vicenza è stata realizzata la casa di due telelavoratori, mostrando come vivono e organizzano le loro giornate, in un intrecciarsi continuo di lavoro, divertimento e relax. Il risultato è stato uno spazio, senza porte, dove l’unica vera separazione è stata creata da un pannello a “S”, che divideva la casa vera e propria dalla zona ufficio. Una casa contaminata dall’utilizzo della tecnologia in tutti i suoi ambienti, con un occhio alla salvaguardia della salute.
Adriana Tisselli








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