Un po’ di storia
La Pubblica Amministrazione si sta “modernizzando” grazie al web. Ma innanzitutto bisognerebbe fare un passo indietro e capire cos’è l’ACCESSIBILITA’ di una pagina o più in generale di un sito internet. Ecco in alcuni punti salienti, un breve riassunto.
Il W3C (Il termine significa "World Wide Web Consortium") è un consorzio di aziende del settore informatico che si occupa di stabilire standard di riferimento per il Web.
Il W3C studia i sistemi ed i linguaggi per la trasmissione di dati attraverso il Web e ne ufficializza l'utilizzo attraverso raccomandazioni definitive.
Nel 1999, dal W3C, nasce il WAI - Web Accessibility Initiative.
La missione del WAI è quella di rendere accessibile universalmente Internet: si pensa ad un nuovo modo di concepire lo sviluppo delle pagine web ispirato ai Principi di Progettazione Universale, per permettere anche agli utenti disabili di accedere ai contenuti del web. Nel maggio 1999 viene pubblicata la Web Content Accessibility Guidelines 1.0 (WCAG) consistente in 14 linee guida che analizzano i problemi di accessibilità per i siti web proponendo soluzioni correttive.
I problemi di accessibilità si possono dividere in:
disabilità fisiche/sensoriali: non vedenti, ipovedenti, daltonici, non udenti, utenti con difficoltà motoria nell'uso di mouse e tastiera;
disabilità cognitive: scarso apprendimento, problemi di lettura e comprensione dei testi;
barriere tecnologiche: connessione lenta, plug-in assenti;
situazioni particolari: impossibilità di utilizzo dei normali strumenti di input e/o
output (causa occupazione in altre attività o condizioni di disagio contingenti).
Per le amministrazioni pubbliche è obbligatorio il rispetto di alcune norme.
In Italia c'è una Circolare AIPA del settembre 2001 contente criteri e strumenti
per migliorare l'accessibilità' dei siti web.
Ma la certificazione attualmente più richiesta è il “bollino” AAA, risultante dal totale e completo rispetto delle 14 linee guida.
Nel giugno 2000, per accelerare lo sviluppo digitale dei paesi membri,
la Commissione europea definisce il piano “eEurope 2002 ”, un insieme di indicazioni destinate agli stati membri al fine di trarre il massimo vantaggio dalle opportunità offerte dalle nuove tecnologie dell’informazione.
Attualmente è in fase di elaborazione un nuovo piano d’azione, “eEurope 2005 ”,
presentato preliminarmente a Barcellona, la cui priorità sarà portare a tutti i cittadini
e a tutte le imprese i benefici di Internet.
Il nuovo piano si focalizza su alcuni obiettivi prioritari quali:
diffusa disponibilità e accesso in larga banda a internet;
un modello di sicurezza ICT;
servizi governativi online completamente interattivi (eGovernment );
un ambiente di eBusiness dinamico e diffuso;
servizi di eHealth e eLearning completamente sviluppati.
Il modello è una Pubblica Amministrazione orientata all’utente, cittadino e impresa,
fornitrice di moderni servizi, efficiente e trasparente nei suoi compiti.
La realizzazione di un tale modello di eGovernment , nei suoi sviluppi più avanzati,
rappresenterà anche un potente strumento di coinvolgimento e partecipazione
dei cittadini ai processi decisionali, evolvendo verso modelli innovativi
di eDemocracy .
Il rapido sviluppo della Società dell’Informazione porta certo con sé grandi
opportunità, ma anche una grande sfida: garantire tali opportunità per tutti.
E’ dunque necessario creare delle condizioni di base che prevengano esclusioni individuali o di gruppo, che proteggano e abilitino le categorie più deboli e le aree geografiche più disagiate.
|