A cura di Donne in web
Pubblicato il 26/02/2001
Le prove...
Molti gli indizi che fin da ieri hanno fatto pensare a un coinvolgimento di Erika nel massacro di madre e fratello. Indizi in seguito confermati dagli accertamenti compiuti dai carabinieri del Reparto investigativo scientifico di Parma.
La via di fuga dalla villetta. Erika ha detto di essere scappata prendendo la strada del sottoscala: a una verifica degli investigatori è apparso evidente che si trattava di una indicazione strana, perchè era la via di fuga più difficile e non quella più agevole che ci si sarebbe aspettati.
I due cani Snoopy e Bobo. Nessuna delle persone che abitano nella zona li ha sentiti abbaiare: o erano stati narcotizzati oppure non avevano motivo per allarmarsi perchè conoscevano chi si è avvicinato alla villetta.
Nessun segno di effrazione. Il killer non ha forzato né le porte né le finestre della villetta: la porta era stata lasciata aperta, oppure non è mai entrato nessun altro oltre alla donna e al ragazzino rientrati a casa dopo essere stati in palestra?
Impronte digitali. Nella villetta sono state trovate solo quelle dei componenti della famiglia De Nardo e di altri parenti e amici (i cui alibi sono stati tutti verificati).
Le impronte di Erika. La ragazza ha detto di essere scappata a piedi nudi nel garage e poi all'esterno. Ma, dai rilievi dei calchi effettuati dagli investigatori, sembrerebbe che le impronte lasciate dai piedi siano quelle di chi cammina e non di chi corre: la profondità delle tracce trovate è quella che un corpo del peso di Erika lascia quando cammina.
Il tempo tra l'omicidio e l'allarme. I minuti indicati dalla ragazza sarebbero risultati troppi per essere considerati credibili, visto anche che le villette dei vicini sono a brevissima distanza da quella teatro del duplice delitto. Il sospetto è che il maggior tempo trascorso sia stato impiegato forse per eliminare tracce sospette.
Il ruolo di Omar. Il fidanzato di Erika potrebbe essere stato messo a conoscenza del fatto a cose ormai avvenute, finendo con il trovarsi così in qualche modo invischiato nella tragedia. La posizione del ragazzo è attentamente al vaglio degli investigatori.
I tabulati telefonici. I carabinieri avrebbero accertato che una chiamata è partita da un cellulare verso un altro apparecchio portatile.