Disagi giovanili

I 10 SEGNALI DEL DISAGIO FIGLI

(ANSA) - ROMA, 25 FEB - Segnali, a volte piccoli, che non
devono essere sottovalutati dai genitori. Mangiarsi furiosamente
le unghie, soffrire d’ insonnia, rifugiarsi in un’ isolamento
eccessivo sono i campanelli d’ allarme per captare il disagio
dei figli.
La vicenda di Novi Ligure pone, non solo la societa’
nel suo complesso, ma i genitori in particolare, di fronte
all’incapacita’ di prevenire e affrontare disagi che fin
dall’infanzia i giovani esprimono.
”Segnali - spiega Maria
Teresa Crotti, psicoterapeuta dell’infanzia e dell’adolescenza e
tra le promotrici di Infanzia e Futuro - che i genitori
sottovalutano ma che rappresentano, se non affrontati nei primi
anni dello sviluppo, a volte l’inizio di un disagio che puo’
diventare piu’ grave”. Fino a ‘’sfociare in atteggiamenti
pericolosi per se stessi e per gli altri”.
”Fatte salve le gravi patologie, come per esempio l’autismo
o la psicosi, riconoscibili anche da non esperti, vi sono
segnali, troppo spesso sottovalutati da genitori ed educatori,
che rappresentano - spiega - campanelli d’allarme
frastornanti”. Ma quali sono i ‘’segnali evidenti” che nei
genitori possono suscitare preoccupazione? ”Difficile elencare
o ridurre a formule i disagi dei bambini e degli adolescenti -
spiega Crotti - si puo’ pero’ dare delle indicazioni di massima
che sicuramente un genitore potra’ cogliere”. Ecco, secondo l’
esperta i 10 piccoli segnali da non sottovalutare.

Aggressivita’: se espressa in piccole dosi puo’ esprime una
forma di autoaffermazione, ma se e’ eccessiva e si manifesta con
crisi di opposizione violenta in ambito familiare ma anche in
quello scolastico e sociale e’ da tenerre sotto osservazione;
Disturbi alimentari, con builimia e anoressia (le forme
estreme) ma, da tenere sotto controllo e’ l’anomalo rapporto col
cibo.

Insonnia, la difficolta’ ad addormentarsi o dormire poco o
male la notte.
Balbuzie, un segnale da non sottovalutare perche’ puo’
rappresentare un disagio molto profondo.

Difficolta’ nel rendimento scolastico, che si manifesta con
mancanza di concentrazione o rifiuto della scuola.
Dislessia, difficolta’ nel linguaggio o nella scrittura.
Enuresi, la perdita di urine, solitamente di notte ma anche di
giorno.

Isolamento, chiusura, tristezza e depressione.
Onicofagia, mangiarsi le unghie.
Tic, movimenti non controllati e regolari di parti del corpo.
Cleptomania, impossessarsi di oggetti o denaro altrui.
Naturalmente ”questo decalogo - sottolinea Crotti - non e’
certo esaustivo ma puo’ aiutare un genitore a interrogarsi sul
benessere psicologico dei propri figli ed eventualmente chiedere
aiuto ad un esperto che possa decifrare il significato piu’
profondo del segnale di disagio”.

Non c’e’ dubbio che nella societa’ del terzo secolo ”fare il
genitore e’ un mestiere veramente molto difficile ma se dovessi
segnalare una carenza che spesso emerge e’ quella della
difficolta’ a dare e far rispettare delle regole ai prorpi
figli: si preferisce - spiega - accontentare il bambino che,
invece, ottenendo tutto quello che vuole, di fronte ad un
rifiuto o anche ad una minima frustrazione, reagisce in modo
esplosivo perche’ non e’ in grado di sopportare la minima
frustrazione”.

Il non sapere dire no al bambino ha quale effetto di ”far
alzare il tiro con richieste sempre piu’ esigenti che mettono
sempre piu’ alla prova il genitore”. Invece, il genitore ”deve
saper imporre delle regole e delle limitazioni. Queste, infatti,
danno sicurezza al figlio e lo rafforza nel suo carattere mentre
il genitore diventa un modello positivo. In caso contrario il
figlio rischia una personalita’ piu’ fragile”.(ANSA).

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Pubblicato il lunedì 26 febbraio 2001 in: {BLOCK_POST_CATEGORY}

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