LA REAZIONE DEI POLITICI

Le prime reazioni del mondo politico dopo la notizia del coinvolgimento di Erika negli omicidi di Novi Ligure

TRATTO DA LA REPUBBLICA
NOVI LIGURE - “Siamo passati da un orrore all’altro”. Nelle parole del sindaco di Novi, Mario Lovelli, è riassunto bene lo stato d’animo dei suoi trentamila concittadini, dopo la clamorosa svolta nelle indagini. “Il dramma della famiglia è quello della città, che finora si era interrogata sulla bestialità di un episodio del genere; adesso deve interrogarsi su che cosa succede nelle nostre famiglie e ai nostri ragazzi”, ha detto alla fine di una funzione religiosa in suffragio delle due vittime, Susi e Gianluca De Nardo.

“Sono sgomento per l’efferatezza di un altro delitto maturato in un contesto familiare”, ha dichiarato invece il ministro dell’Interno Enzo Bianco. Il massacro di Novi, ha detto ancora, è una vicenda “che dovrebbe invitare a un’approfondita analisi sui disagi della nostra società”. Quindi Bianco ha ringraziato le forze dell’ordine “che hanno indagato in piena sintonia” e ha dichiarato una “profonda amarezza” per le “avventate e irresponsabili dichiarazioni di chi continua a speculare sul reale ed effettivo problema della sicurezza”. “La sicurezza va affrontata”, ha detto il ministro, “con l’impegno degli uomini delle forze di polizia e della magistratura, fortemente motivate per garantire il sacrosanto diritto ad una esistenza tranquilla e sicura”.

“Sono addolorato e sconvolto e penso anche con tristezza alla vita che attende quella figlia e sorella”, ha detto il presidente del Consiglio Giuliano Amato, aggiungendo che “il grave episodio spingne anche a censurare chi si è lanciato in accuse e incitazioni all’odio contro chi non ha nulla a che vedere con quanto accaduto. Stiamo attenti. C’è chi vuole creare in Italia il clima di aggressiva e ottusa intolleranza”.

Sulla stessa linea il candidato premier del centrosinistra Francesco Rutelli. Ospite alla trasmissione tv “Il raggio verde”, Rutelli ha detto che i giornalisti, e in particolare i telegiornali devono compiere una “riflessione” perché hanno sottoposto il pubblico a “un bombardamento mediatico sui temi della sicurezza” che hanno creato un clima parossistico in particolare contro gli stranieri.

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Pubblicato il lunedì 26 febbraio 2001 in: {BLOCK_POST_CATEGORY}

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