L'eroina delle donne single

Dolci, stress e amori svaniti. Alla fine dell'estate il film tratto dal romanzo di Helen Fielding esce nelle sale italiane. E la sua protagonista è già un modello

Si pesa tutte le mattine, lotta con la cellulite e i chili di troppo dovuti all’alcol e ai dolci, conta calorie e sigarette come si fa in una beautyfarm, si dilunga sulle cose da fare, su quelle da evitare…

“Bridget Jones diary’s”, il film tratto dal bestseller di Helen Fielding edito da Sonzogno, sta per sbarcare in Italia ed è già un cult per chi single è stata, è, o ha intenzione di diventare. Per i cinque milioni di trentenni e quarantenni italiane, per i tre milioni e mezzo di donne che vivono sole.
Se ne occupa oggi, con un’intera pagina, la Repubblica. Protagonista del film sarà Renèe Zellweger. I suoi zigomi pronunciati, il sorriso yankee - scrive Ambra Somaschini - campeggiano su Vogue e Marie Claire UK, a Manhattan, a Notting Hill. Mentre le battute in perfetto humor inglese del racconto creano un linguaggio da «singleton girl», nuovo modo per ciò che in italiano era «zitella».
Giovane, urbana e afflitta è in carriera nel campo dei media, legge “Orgoglio e pregiudizio”, ascolta i Coldplay. Inutile aspirare alla Calma Interiore, obiettivo troppo in alto da raggiungere, desiderare genitori diversi da quelli veri che la vogliono felicemente sposata, fuggire le tentazioni in ufficio con il capo. BridgetRenèe è il simbolo dell’insicurezza, della bilancia forzata, del panico da compleanno, da Natale, da San Valentino.

La single attira spot pubblicitari, aziende a caccia di consumi, case editrici in cerca di nuovi autori. Come Esselunga, supermercato paradiso delle monoporzioni e degli incontri romantici, offre mini tandoori, minicouscous, tris di verdure già bollite, tris di salmone mantecato. Essere sole fa tendenza. Migliaia di problemi da risolvere e una risorsa, la libertà.
Lei, Renèe Zellweger, per interpretare Bridget Jones, per recitare con Hugh Grant, alias Daniel Clever capufficio inaffidabile, con Colin Firth, il Mark Darcy del libro, ha dovuto mettere su dieci chili. “Non credo di aver mai provato il senso di disperazione di Bridget. Ma capisco cosa vuol dire essere sole e rassegnarsi all’idea di poter essere soddisfatte così. Adesso però sono contenta”.
Tratto da Valeoggi:

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