A cura di Donne in web
Pubblicato il 29/05/2001
Un appuntamento mancato con la vita
Ecco un racconto autobiografico che l'autrice scrisse molti anni fa.
Chissà se ora ha coronato il suo sogno d'amore...
forse è meglio rimanere nel dubbio...
Ho tentato più volte d’essere puntuale… eppure ho sempre fatto tardi.
Ero proprio una stellina quando ero piccola, dolce, solare, allegra, fantasiosa!
E fino a qualche mese fa, temevo di aver perduto la spensieratezza.
Non riuscivo da molto a scrivere qualcosa di brillante, d’originale, anche se dentro di me ruggiva il desiderio di comporre.
Fino a quando non ho deciso di parlare della mia scoperta, e di disegnare il quadro finito della mia gloria e del miracolo.
Mio Dio, non ho mai fatto nulla di così vero e grande: mi sono innamorata!
Amore, amore… ma quanto è completo quest’amore!
Fino ad oggi non potevo che sognarlo lo stato di grazia ideale, nel quale finalmente mi destreggio con assoluta libertà e pace.
Il mio amato è degno di tutto ciò che di bello v’è al mondo, non potrei augurargli nulla se non di proteggere ciò che possiede.
Come può amarmi!
Forse ha visto cos’ho dentro il cuore, è riuscito a sfondare il mio guscio e mi ha trovata.
Caspita se mi ha trovata, anzi!
Mi ha con dolcezza sollevata dalle macerie e dal fango che mi stava nascondendo la luminosità della vita.
Che onore guardare degl’occhi così VIVI. Che siano realmente innamorati di me?
Io sono il suo broccoletto!
Si io sono l’esito del suo amore.
Nata da lui, per lui. Mi dedico a lui.
Come posso spostare il mio interesse verso qualcosa che non mi parli del mio perfetto e concreto sogno!
Lo voglio. Ogni giorno, notte, in ogni momento.
E’ un grande.
Mi prende in braccio, mi mette i capelli dietro le orecchie sapendo che mi potrebbe dare fastidio. E, infatti, mi darebbe fastidio, se naturalmente non fosse lui a farlo!
No, non mi annullo, anzi mi esalto da sola.
Non scherziamo! Stiamo parlando dell’amore!
Quel…… così difficile, tragico, che per millenni hanno inseguito, offeso, rifiutato e disperatamente imitato.
Ed io l’ho. Gli uomini trascorrono una vita cercandolo ed io dopo vent’anni me lo ritrovo senza aver fatto nulla per averlo, se non averlo aspettato.
E cosa dovrei fare?
Se non abbandonarmi ai suoi giorni ribelli e delicati, pacifici e turbolenti.
IO AMO.
Amo il mio re, che mi ha salvata, asciugata da lacrime inutili e inadatte, nelle quali affogavo lentamente.
Voglio che mi accompagni per mano, anzi, in braccio (quanto mi piace !) con lo sguardo fisso nel mio.
Mi seguirà anche in silenzio, cosa che non ha mai smesso di fare dal primo istante.
E poi lo dico, anche se dovrei frenarmi, (ma io NON VOGLIO FRENARMI) perché il mio è amore illimitato: io lo sposerò.
Dio mi ha donata a lui, io e Dio ne abbiamo già discusso.
Lui mi avrebbe regalato il mio amato e io l’avrei amato.
Facile!
E’ facile amarlo? Bè, non direi facile, ma stupendo!
Perché amare lui significa vivere e io non sapevo cosa comportasse ora si : solo aspetti meravigliosi.
Non guarderò più il mare immaginando di confondermi fra le sue onde. Ora posso confondermi solo ai suoi baci, alle sue carezze.
Mi dona ogni giorni qualcosa, perché sempre positive le sue azioni.
Ma cos’ho fatto per meritarmi un gioiello tale?!
Il mio uomo è la mia realtà, non è uno qualunque.
Testardo, altruista, mio.
Mi guarda, mi sorride e spesso mi rimprovera, ha una gestualità sensuale e tenera.
Spesso ripenso al nostro primo appuntamento, come descriverlo!
Prima di tutto mi sono subito sentita a mio agio, come se, quel grazioso piccolo grande uomo, fosse da sempre stato al mio fianco e conoscesse i miei pensieri e timori.
Ha, (già da allora) saputo interpretare i silenzi ed evitato che essi mi portassero alla tristezza.
Bè, perfino lo scenario dell’incontro è stato fiabesco, come la nostra storia: il mare.
Io amo il mare. Anche questo aveva intuito…
Prima abbiamo camminato sulla spiaggia, poi ci siamo seduti su una panchina.
E mentre il tempo trascorreva deluso di non creare nessun ostacolo,
noi aprivamo per la prima volta i nostri animi, l’uno all’altro.
Discorrevamo di delusioni, d’amore… e io desideravo ardentemente che mi baciasse, anzi, lo temevo!
Perché questo avrebbe voluto affermare che io, per una volta, mi sarei abbandonata e probabilmente sarei stata finalmente me stessa.
Ma chi ero?
Cosa potevo offrirgli?
Cosa stava pensando di me?
E mentre questi interrogativi mi occupavano senza però distrarmi dal suo viso e dalle dolci parole, improvvisamente rientrammo in macchina.
Il vento mi aveva scombussolato i capelli, forse ero impresentabile, ma lui era troppo profondo per accorgersi d’imperfezioni esteriori.
Mi chiese cosa sarebbe cambiato se su quella panchina mi avesse baciata (anzi “basciata” alla De Gregori), io spudoratamente gli risposi:
- Magari tu l’avessi fatto!
Ed inevitabilmente successe. Ci baciammo.
Quel bacio potrebbe essere motivo di studi approfonditi, perché non ebbe quasi nulla a che fare con la fisicità.
Le nostre morbide labbra si conobbero.
E in quel momento che neanche da un poema può essere narrato la nostra intesa si fece bacio lungo e appassionato…
Mi stupì io stessa dell’abbraccio che seguì, un timido segnale, una richiesta d’aiuto.
Seguirono nottate trascorse al telefono, furtivi incontri all’Università.
Io fuggivo da fantasmi minacciosi del passato e lui lì sempre pronto ad accogliermi sotto la sua ala protettiva e serena.
Non mi imponeva nulla, non chiedeva, non pretendeva niente se non chiarezza. Poi mi ha sollecitata a buttarmi, a rischiare di essere felice. L’ho fatto.
Ho saltato e sono felice.
Perché lui era lì pronto ad afferrarmi.
Ha sempre avuto ragione.
Ogni giorno si rafforza in me la convinzione che l’unico tempo che ho sprecato e che spreco è quello che non condivido con lui.
Mi commuove guardarlo, ricordare le esperienze di questi ultimi mesi e ringrazio Dio per tutto.
Per la magia delle carezze, per l’avermi fatto inciampare nel la mia prima ed ultima prospettiva d’infinito.
Ho imparato che quelle che noi chiamiamo illusioni lo diventano perché ancor prima sono caricature dell’originale, di ciò che speriamo sia l’autentico, bisogna saperle riconoscere, senza paura o ipocrisie.
Ha un cuore grande e spazioso…farebbe invidia a chiunque osservare i suoi occhi quando parla delle persone che ama, dei rari, ma veri amici che lo circondano.
Mi fa amare anche loro…
Come mi ha fatto amare De Gregori, ascoltare con attenzione le sue canzoni…. siamo anche andati al concerto. Abbracciati. Amandoci.
Come lo amo!
Com’è bello voler far partecipare l’altro ad una nostra passione!
Lui è il fotografo della mia realtà, e un ottimo critico di essa.
Diventerà qualcuno, anche se per me già lo è!
Sarà un uomo che non temerà di mettersi in gioco totalmente che non si annoierà mai.
L’ho amato dal primo istante che i miei occhi si sono posati sui suoi, poi ho perso le sue tracce e per destino l’ho rincontrato, voluto e avuto.
Amando lui, amo il mondo, tutto è a colori.
Ho riaperto le pagine della storia con la mia famiglia, riconoscendo in essa i tratti essenziali della mia formazione, dei miei valori, eliminando inutili polemiche e rendendo rilassata la tregua verso vecchi conflitti.
Ha grandi ali.
E’ la forma alata della quotidianità.
Il contrario della noia, il nemico principale dell’inutile.
E’ divino.
E’ sempre la prima volta con lui. Ogni azione è nuova e magica.
Questa è la mia grande occasione.
Non esistono tante storie d’amore.
Questa è la storia. Oltre ogni tempo, ogni barriera, problema, ci siamo Noi.
Il mio corpo legato al suo da una promessa d’eterno, la mia anima in lui riposa completa e sazia.
Ho trovato la mia casa, la mia famiglia.
Tremo ancora se mi è accanto, se mi sfiora, se capisco che mi desidera.
Ripeto dunque: Cosa c’è di più bello, se non amare essendo riamati?
Cosa c’è di più vero di un amore puro che con diritto si eleva alla felicità?
il nostro amore, è il principio e la fine.
Ogni mattina ci svegliamo scegliendoci.
Lo amo, sono completa.
E’ lui il mio destino.
Ringrazio Dio. Ringrazio lui che adotta il mio stesso linguaggio, che mi ama per quella che sono e non malgrado ciò che sembro.
Infine ringrazio me stessa per non aver frenato il mio cuore ed
auguro a tutti di conoscere una persona come lui,
Dunque , io fino a quando ho incontrato il mio principe azzurro, ero sempre arrivata tardi, ma dimenticavo…fra le tante cose mi ha regalato un orologio!
La sua principessa