ONE STEP BEYOND

Convegno sugli eventi che si sono precipitosamente susseguiti dopo il crollo delle Twin Towers, l’11 settembre 2001 con i nomi più autorevoli del campo del giornalismo

“PAURE GEMELLE” E LUMSA NEWS

presentano

ONE STEP BEYOND

Giornata di riflessione sui fatti dell’11 settembre e la guerra in Afghanistan

Mercoledì 5 dicembre 2001 LUMSA, via Traspontina

Il programma

Ore 10.oo

MEGAFONO O SILENZIATORE ?

Il “gatekeeping difficile” dell’informazione televisiva in tempo di crisi

Intervengono:

ROBERTO MORRIONE, direttore di Rai News 24

ENNIO REMONDINO, redazione esteri Tg1

SANDRO RUOTOLO, autore di Sciuscià

CLAUDIA D’ANGELO, redazione esteri Tg2

Moderatrice: FRANCESCA BARRA, studentessa V anno

Ore 16.oo

SCRIVERE IN TEMPO DI GUERRA

Le nuove responsabilità della carta stampata dopo l’11 settembre

Intervengono:

CURZIO MALTESE, giornalista di Repubblica

PIERO MEI, giornalista del Messaggero

MARIA LAURA RODOTA’, giornalista della Stampa

PAOLO FRANCHI, capo della redazione romana del Corriere della Sera (da confermare)

Gen. GIANFRANCO GASPERINI, docente di sociologia dell’organizzazione militare all’Issmi, Istituto superiore stato maggiore interforze

Moderatore: PIERPAOLO STACCHINI, studente IV anno

Chi sono i promotori

Il gruppo Paure Gemelle è composto da 21 ragazzi, studenti e studiosi di Scienze della Comunicazione, autori di un libretto, dallo stesso titolo, sull’impatto emotivo dell’attentato alle Twin Towers.
Lumsa News è un’agenzia di stampa nella quale 15 studenti di Scienze della Comunicazione svolgono il praticantato necessario all’accesso alla professione giornalistica, coordinati da una qualificata equipe di docenti.

Le ragioni dell’iniziativa

Come studenti di Scienze della Comunicazione, ma soprattutto come cittadini di un mondo che attraversa una crisi epocale e determinante per gli sviluppi e la stessa possibilità del suo futuro, sentiamo l’esigenza di uno spazio di dibattito sugli eventi che si sono precipitosamente susseguiti dopo il crollo delle Twin Towers, l’11 settembre 2001.

Per questo abbiamo pensato ed organizzato una giornata di riflessione sull’attacco a New York e sulle conseguenze di quell’evento drammatico che ha portato a dichiarare guerra al terrorismo e all’Afghanistan.
La riflessione vuole essere “un passo in avanti” per sfuggire al panico e alla paura, per provare a restare lucidi nell’analisi, pur astenendoci da un giudizio che potrebbe essere inutile.
Una riflessione che si concentra soprattutto sulla questione centrale della gestione dei mezzi di comunicazione in tempo di crisi e sulle sue conseguenze nello scenario politico internazionale.

La scelta degli interlocutori

Il criterio che abbiamo utilizzato nella scelta degli interlocutori, ospiti dell’iniziativa, è quello della volontà di parlare di questi temi con personaggi del “pianeta-giornalismo” che sentiamo vicini al nostro mondo giovanile, al nostro modo di comunicare, alla nostra idea della professione reporter.
Tutti gli ospiti si trovano spesso a rivestire il ruolo di nostri opinion leader (oltre che opinion-maker). Ciò dovrebbe assicurare un grado di coinvolgimento attivo e diretto di tutti gli studenti che parteciperanno all’evento.

Perché due dibattiti differenti?

Pensiamo che lo spazio di riflessione da esplorare sia costituito da due insiemi congiunti e comunicanti. Il primo è quello della televisione che, con l’impatto inequivocabile delle sue immagini, è il mezzo che più di tutti si trova al centro delle polemiche. Ma “quali immagini”? E’ meglio mostrare tutto, con il rischio di fare il gioco di chi si combatte, di amplificare messaggi controproducenti, oppure è meglio celare una parte del vero, rischiando di tradire il diritto all’informazione? E prima ancora: quanto accesso hanno i giornalisti all’informazione in questo momento storico? Da qui l’idea di porre queste domande al direttore di un telegiornale, come è Roberto Morrione, e ad un giornalista che ha vissuto questa guerra da inviato, come Ennio Remondino. Due professionalità differenti impegnate nei due distinti ma connessi problemi di quanto scegliere di informare e quanto poter informare.
L’altra questione è legata alla carta stampata, il mezzo principe di una riflessione meno emotiva e più immediata, articolata, completa. Il luogo della notizia, ma anche e soprattutto dell’analisi. E in che termini si sta svolgendo questa analisi? Come la stanno conducendo le redazioni dei giornali italiani, con quale grado di cautela, con quali strumenti? Cercheremo le risposte a queste domande con l’aiuto di alcuni giornalisti illustri come Curzio Maltese, Maria Latella, Piero Mei e Maria Laura Rodotà. Come contraltare interverrà il Gen. Gianfranco Gasperini, docente di sociologia dell’organizzazione militare, che ci racconterà quanto e come possono comunicare le Forze Armate.

La data

Il 5 dicembre non è un 11, un mercoledì non è un martedì. Non è un gioco di parole. E’ un intento. Non vogliamo celebrare, né commemorare. Vogliamo solo cercare di elaborare un lutto e metabolizzare una tragedia. Ancora in corso.

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Pubblicato il martedì 27 novembre 2001 in: ANNUNCI IMPORTANTI

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