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L'elogio del piede

A cura di Donne in web

Pubblicato il 01/07/2003

Una mostra dove saranno presentate alcune delle scarpe piu' belle.'L' eleganza del piede femminile. Una passeggiata storica dai primi del '700 ad oggi', all' Exedra Boscolo Hotel, prima tappa di un percorso che tocchera' altre citta' italiane

Il Museo della Calzatura di Sant' Elpidio a Mare si trasferisce a Roma: alcune delle sue scarpe piu' belle potranno essere ammirate da domani, alla mostra 'L' eleganza del piede femminile. Una passeggiata storica dai primi del '700 ad oggi', all' Exedra Boscolo Hotel, prima tappa di un percorso che tocchera' altre citta' italiane.
Senza differenza tra destra e sinistra, le calzature del '700 si fanno ammirare per i materiali pregiati, come velluto e seta, segni distintivi delle classi nobili. Tra le scarpe dell' 800, risaltano quelle cinesi di fine secolo: lunghe solo 12 centimetri, tenevano molto stretto il piede che, sin dall' infanzia, veniva fasciato per limitarne la crescita.
Dall' estremo Oriente all' Europa, si potranno osservare i sandali a ponte, finemente decorati, indossati dalle donne dell' Impero Ottomano.
Tornando in Italia, un posto d' onore e' occupato dalla scarpa appartenuta ad Aldegonda d' Este, moglie dell' ultimo Duca di Modena. Caratteristici anche gli stivaletti di fine secolo elasticizzati nella parte sopra la caviglia.
Ricco di testimonianze il '900: dagli stivaletti dei primi anni del secolo, con la tipica forma a tronchetto, alle scarpe con la chiodatura, il tacco arcuato a rocchetto e la punta arrotondata degli anni Venti.
L' alta moda entra in scena negli anni '30 con eleganti calzature appartenute a contesse e donne d'alto rango; i '40 sono tormentati dal dramma della guerra e anche la produzione delle calzature risente dei disagi causati dal conflitto.
Nascono cosi' le cosiddette 'calzature dell' austerita'', caratterizzate dalla quasi totale mancanza di cuoio e pelle. A questo periodo risalgono le scarpe di Salvatore Ferragamo: erano chiamate le 'calzature invisibili', perche' la tomaia era sostituita da fili di nylon. Vista la penuria di scarpe in circolazione, tuttavia, venivano vendute al costo di 29 dollari e 75 centesimi. Un prezzo esorbitante, lo stesso richiesto per acquistare 4 tonnellate di carbone.
Negli anni '50 ritorna in grande stile un elemento da sempre amato dalle donne: il tacco a spillo che, pensato per accentuare la sensualita' del corpo femminile, ben si accompagnava ai lussuosi pellami di rettile. Il percorso storico porta poi alla seconda meta' degli anni '60, i tempi infuocati della contestazione giovanile che trovava negli zatteroni le sue scarpe piu' rappresentative. (ANSA)

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