economia news e media viaggi informatica internet salute e benessere int rattenimento e spettacolo sport tempo libero istruzio ne e formazione arte cultura scienza

Donna in Web

CENTO COLPI DI SPAZZOLA PRIMA DI ANDARE A DORMIRE

A cura di Donne in web

Pubblicato il 07/11/2003

I giovani e il loro modo di comunicare. E' davvero questo il ritratto di una generazione che non vuole più essere invisibile?

foto intervento Vi racconto di bambini che diventano uomini troppo in fretta. Vittime dell’accattonaggio, di violenze, di povertà e ignoranza. Ma anche di taluni più fortunati che giocano con i Lego, con i soldatini, leggono favole e comprano i libri che raccontano le avventure di Harry Potter. Delle “piccole donne crescono” che hanno sostituito alle barbie le bratz allegre bambole che sfoggiano trucco marcato su labbra da canotto, capelli con le extensions, guardaroba da “sballo”.
si vestono come le loro mamme, posseggono mini bancomat, kit da trucchi, jeans pitonati o stivaletti sportivi.
Top e pantaloni rigorosamente a vita bassa. Guidano la mini car senza rispettare il codice della strada, ma sognano di compiere 18 anni per possedere la Mini, comprano l’ultimo modello degli scooter, ma tolgono uno degli specchietti perché è simbolo di “coraggio”.
Si preoccupano di cosa sia “cool” e cosa sia “fico”. Nostalgici i tempi in cui una timida sedicenne cantava a fil di voce “Non ho l’età” sul palcoscenico più ambito d’Italia: Sanremo. I tempi in cui il pomeriggio era costellato da trasmissioni per i più piccini come Bim Bum Bam, presentato con un linguaggio pulito e divertente che introduceva cartoni animati che hanno fatto sognare intere generazioni, da Candy Candy ai calciatori Holly e Benji, che nulla hanno a che fare con quelli in carne ed ossa che popolano rotocalchi e grandi stadi.
E’ la generazione di quelli che ancora devono diventare, metafore di ingenuità e freschezza destinata ad appassire precocemente. Meno femme-fatale delle “ine” del teleschermo (letterine, microfonine, veline) ma non per questo meno seducenti. Ed è questa la giustificazione per far apparire una ragazzina di 15 anni e permettere una chiara operazione commerciale: far spacciare come suo un libro erotico. Ed invitarla a tante trasmissioni televisive. Devo rischiare che in futuro quando avrò una figlia ascolti una ragazzina che accetta di incontrare qualcuno chattando?
Che si convinca ascoltando una sua coetanea che la ricerca dell’amore porti a questo? E se fosse vero, posso battere le mani a sua madre che ha permesso tutto questo e anche la pubblicazione del diario senza vergogna(qualcuno mi convinca che una ragazzina permetta di pubblicare il proprio diario, la parte più intima dei propri pensieri).
O vogliamo continuare a fingere di essere bravi perché osserviamo quando vogliamo leggi sulla tutela dei minori, censure e poi permettiamo di promulgare simili scempi?
Qui si frusta una generazione che deve illudersi che le favole servano per migliorare la fantasia. Non a 15 anni desiderare di essere stuprata e descrivere in maniera così acuta e distaccata gli amplessi. Ma scherziamo? No! Io non ci credo e mi vergogno per chi la usa (sapendo di non essere scritto di suo pugno) solo per sete di audience. E’ qui che necessita la censura. Aveva giù tentato Lara Cardella, con il suo "Volevo i Pantaloni", ambientato anch'esso in Sicilia, di provocare con un libro scandalo. Ma questa...è davvero un'altra storia, perchè lei parlava e denunciava una repressione sessuale e non la confusione dei sessi, delle emozioni, di un erotismo fine a sè stesso che non ha vie di scampo...

Vuoi essere aggiornato sulle novità della guida?

Feed RSS XML vostro feed RSS