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Donna in Web

FAI SCRIVERE UN LIBRO SULLA STORIA DELLA TUA FAMIGLIA

A cura di Donne in web

Pubblicato il 29/04/2004

La tua famiglia nasconde una storia davvero affascinante ma non sapresti come raccontarla? Invia tutte le informazioni necessarie e ne uscirà un romanzo, con tanto di titolo, fotografia e copertina. Come fare?

Invia all'indirizzo: cyrano2000@supereva.it la tua richiesta. Ti verranno inviati degli esempi di come potrà essere eseguito il lavoro, il costo e dopo quanto tempo ti verrà spedito.

A scriverlo la guida di questa sezione, giornalista ed autrice che da tempo fornisce questo servizio. Leggi info su di lei:

http://guide.supereva.it/donna_in_web_/biografia.shtml

Pensate a quanto potrà essere bello, sia come regalo che come "tesoro" personale. Riuscire a raccogliere tutte le infirmazioni, le vicende, i dolori e le gioie, senza perdere tanto tempo. Un archivio che resterà vostro per sempre...

Un esempio:

COPERTINA DI PELLE VERDE E SCRITTA IN ORO:

I BARRA

LE ORIGINI

 

Poi:

·        Indice

 

Introduzione

 

¨      I CAPITOLO

 

 

¨      II CAPITOLO

 

 

¨      III CAPITOLO

 

 

¨      IV CAPITOLO

Mamma e papà

 

¨      V CAPITOLO

I nonni

 

 

 

 

 

In qualsiasi momento di smarrimento, Tu cerca una maglia rotta nella rete che ti stringe, balza fuori, Fuggi!

Montale.

 

 

Introduzione

 

 

Me lo chiedeva sempre il mio papà quando ero piccola  e mi porgeva un papavero ancora chiuso, avvolto dal morbido “cappellino” verde. Li trovavamo vicino casa nostra, in un prato che ora ha lasciato il posto alla costruzione di una casa. Sembra la canzone di Celentano, ma è così. Davvero!

Speravo sempre che fosse del mio colore preferito di allora: il rosa! Quindi rispondevo: “pulcino!”

Naturalmente non “azzeccavo mai”. O ero rosso o era marrone!

Ma lui sorrideva e mi diceva: bè, non hai proprio sbagliato, forse se guardiamo meglio qualcosa di rosa ce l’ha!

Eh sì, perché non so se tutti conoscono questo gioco. In pratica tu devi indovinare il colore dei petali che si trovano ancora racchiusi nel papavero. Se è marrone devi rispondere gallo, se è rosso gallina, se rosa pulcino.

Bè, sarà perché ero piccola, sarà perché tutto quello che faceva mio padre mi sembrava speciale, ma a me, quel gioco lì,  è rimasto nel cuore e ritorna alla mente ogni qual volta passo d’avanti ad un campo di papaveri . Così penso al mio papà.

Non è l’unico viaggio di fantasia che la mia famiglia mi ha lasciato fare. Un periodo c’era la moda della città delle rane (ed io ne ero la regina), spazzata via dalla costruzione del III Piano di zona, nella mia città. Un altro della fatina. Sì si, ma questa storia ve la racconto nel capitolo dedicato a mia sorella. E poi c’erano le fiabe recitate da mia madre ( forse si divertiva anche lei più di me allora) che mi hanno lasciato una particolare capacità interpretativa.

Ho deciso di racchiudere in un libro la storia della mia famiglia per permettere a tutti noi di non dimenticare. Perché in fondo credo che la vita sia proprio questo: un insieme di ricordi che si alimentano dal passato e traggono la propria forza dal presente che li nutrirà per renderli forti nel futuro.

Non lo dico perché è la mia, anzi! Forse in cuor mio penso con convinzione che i miei fratelli si siano persi molto ad allontanarsi da mamma e papà.  A me manca tutta unita, con il chiasso a tavola, i pianti di Evita : “Alt pianto”, le alzate dalla sedia di vittorio ( che offeso andava via …ma dopo aver mangiato!), che divorava le cose migliori per ultimo per gustarle, che si faceva la cresta ossigenata e credeva a tutto ciò che gli raccontavano…

Io rimproverata sempre per come sedevo a tavola o perché nascondevo il pane sotto il tavolo per farlo indurire e il giorno lo regalavo a mio padre perché sapevo che a lui piace duro (ma non si è mai chiesto da dove venisse?). Credo che dai miei racconti emergeranno tante cose che non si conoscono o dettagli che sfuggivano…

Non è stata una bella idea?

 

 

 

 

"Come l'acqua di un fiume
che nel rapido fluire della corrente
una grande roccia divide…"

 

 

II CAPITOLO

sorella

 

*** è un vero e proprio vulcano.

Ma prima di iniziare la descrizione devo, ahimè, raccontarvi un aneddoto molto incisivo che potrà far comprendere che i fratelli minori spesso crescono con turbe che li condizionerà a vita.

Allora, la mia adorata sorella , alias crudeliasister, un giorno mi intrattiene in bagno. Dico intrattiene perché io volevo essere sempre accompagnata al bagnetto. Anche qui avrei una spiegazione: mamma mi ha tolto dal vasetto troppo presto ed io spesso cascavo dentro il water rosso del bagno al piano di sotto.

Quante botte che prendevo…bè, insomma, lì ci stavo davvero le ore.

Evita un giorno mi racconta orgogliosa di far parte di un gruppo di fate che la notte si riuniva nel mondo fatato.

Il la supplico di portarmi e lei per giorni, diciamo, “se la tiracchia” un po’.

Poi mi promette: ti assicuro che questa notte ti passo a prendere. Tu preparati”.

Io che faccio?

Metto le mie saponette, asciugamanino ( chissà poi perché?!) e qualche figurina dentro la mia valigetta di latta di Poocchy (come si scrive Pucci?forse proprio così…), quella sorta di animaletto con tanti peli….

Mi metto in pigiamino per l’occasione (mamma ne aveva sempre all’occorrenza nell’armadio, diceva che sarebbero serviti per l’ospedale se mai ci fossimo finiti. Tiè!) e il cappottino e le scarpe.

E aspetto..

Aspetto..

Aspetto..

La mattina dopo mi sveglio ancora lì. Vestita con la mia valigetta di pucci.

Corro in camera da lei che nel frattempo si preparava nel suo bagno ( eh sì, perché lei aveva pure il bagno privato…”la fata” J mettendosi quel colore gelatinoso sulle labbra che io invidiavo tanto) e le dico:

“ma…ma…ma non sei passata!”

e lei, la crudeliasister :

 

 

 

“Ah già…la grande fata è morta e ieri ci sono state le elezioni.Ora provo a chiedere se la nuova fata mi permetterà di portarti.”

E passati i giorni, sempre con naturalezza mi fa:

“ Ah dimenticavo. La nuova fata è cattiva, non ti vuole”…

Metafora della mia vita?! Mah…sarà pure divertente, ma ancora mi si stringe il cuore ad immaginare questa piccina sul letto vestita e la valigia di latta sul letto…ad attendere un sogno infranto!

Questo è essere sorelle maggiori…?

Ma no…c’è tanto di positivo…ma continuiamo con gli aneddoti.

 

(continua....)

 

LA FAMIGLIA DELLA NONNA

La nonna Angelina è nata a ****, piccolo paese della Sila, il 20/07/1910. I suoi genitori si chiamavano Michele ***** e******. Ha avuto 14 fratelli, ma soltanto 8 sopravvissero al parto ed alle malattie infantili (*************). Il mio nonno materno era nato a ****, in provincia di Bari. Arruolato carabiniere andò a prestare servizio in Sila, dove conobbe ****** e la sposò. Da buon pugliese, aveva il commercio nel sangue e preferì congedarsi per avviare una attività di commercio di oreficeria. Dopo qualche anno fondò una gioielleria a ***** (gestita col figlio *****, un orafo, artista famoso nel suo genere), con diramazioni a ***** (dove ***** si è spostato con ****, originaria di ******), ****(gestita dal figlio ****, zio Mimì, dove si è sposato con una fiorentina), a ****(in via *** dove pensava di trasferirsi in futuro il figlio ****) ed in Africa, ad ******(gestita dal figlio **** che diventò il fornitore ufficiale del Duca **** e del Viceré generale ****).

(Continua:::)

 

IL SOGNO SPEZZATO DELL’AFRICA ITALIANA

 

L’Italia, nel tripudio generale del popolo, occupa il suo posto al sole in Etiopia ed Eritrea. Spezza con orgoglio le sanzioni economiche di Inghilterra e Francia e fonda la sua prima importante colonia in Africa. E’ territorio italiano d’oltremare ! C’è tanta terra fertile, ricchezze naturali immense, possibilità di avviare imprese di ogni tipo. Addis Abeba è un crocevia di commerci internazionali, circola molta ricchezza ed è frequentata da molti occidentali che hanno interessi in tutta l’africa centro-meridionale.

E’ una opportunità storica, in quei momenti di depressione, per chi aspira ad elevarsi economicamente e socialmente. Non più emigranti in terra straniera, ma coloni in un territorio sotto la sovranità italiana.

I fratelli della nonna sono intraprendenti e dinamici. Vedono l’occasione per accrescere le fortune della famiglia. Accorrono in tre (********) e coinvolgono il cognato ****** il quale porta con sé la moglie **** ed il figlioletto *****. E’ l’anno 1937. In poco tempo il nonno costruisce una bella villa, contornata di giardino e di animali  e fonda una gioielleria in proprio. Due anni dopo, scoppia la seconda guerra mondiale. I coloni italiani vengono chiamati alle armi, ma hanno il permesso anche di continuare a vivere nella colonia. Quattro anni dopo gli inglesi occupano Addis Abeba. Per disposizioni di guerra dei vincitori, tutti i beni dei vinti vengono requisiti. (continua...)

IL MISTERO

...... 

 

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