Chi tra i professionisti non vi emoziona particolarmente?
A cura di Daniela Sgambelluri
Pubblicato il 19/10/2007
" ... Studi universitari, diploma alla scuola superiore per interpreti traduttori di Milano, primo lavoro presso la stessa scuola dove conobbi colui che mi ha introdotto nel mondo dello speakeraggio e del doppiaggio, grande amico, insegnante, traduttore e speaker eccellente per molti anni a Milano, Bryan Fleming. A lui devo la disciplina davanti al microfono, quella di dedicare il tempo di permanenza in studio necessario per il riascolto (gli speaker stranieri non possono contare sull'assistenza del fonico/cliente per il controllo del lavoro). E all'epoca c'era una certa necessità di uno speaker tedesco dapprima a Milano poi in tutto il nord. Mi sono quindi formato da solo, osservando gli altri, facendo tesoro dei consigli dei vecchi lupi dell'audiovisivo ... "
DANIELA: Wolfgang, ci racconti qualcosa di te, delle tue origini e del tuo percorso professionale che ti ha portato a diventare uno speaker e un doppiatore professionista? Intanto segnaliamo la tua scheda sul sito dell'Adap e il tuo sito:
www.adap.it/adap_asp/scheda_socio.asp?sex=M&mid=115
WOLFGANG: Sono nato in Germania dove ho vissuto per 11 anni. Poi con la famiglia siamo emigrati in Italia, a Varese. Padre ingegnere presso il centro di ricerca Euratom a Ispra, sul Lago Maggiore, io studente alla Scuola Europea di Varese dove, con compagni provenienti da altri paesi europei, ho avuto la fortuna di imparare quattro lingue. Studi universitari, diploma alla scuola superiore per interpreti traduttori di Milano, primo lavoro presso la stessa scuola dove conobbi colui che mi ha introdotto nel mondo dello speakeraggio e del doppiaggio, grande amico, insegnante, traduttore e speaker eccellente per molti anni a Milano, Bryan Fleming. A lui devo la disciplina davanti al microfono, quella di dedicare il tempo di permanenza in studio necessario per il riascolto (gli speaker stranieri non possono contare sull'assistenza del fonico/cliente per il controllo del lavoro). E all'epoca c'era una certa necessità di uno speaker tedesco dapprima a Milano poi in tutto il nord. Mi sono quindi formato da solo, osservando gli altri, facendo tesoro dei consigli dei vecchi lupi dell'audiovisivo.
DANIELA: Quali lavori ti hanno particolarmente entusiasmato , ricordiamo anche che tu sei un direttore del doppiaggio ... sia come attore doppiatore sia come direttore quali lavori vorresti citare ? Quali doti dovrebbe possedere e quali difetti dovrebbe evitare a tuo avviso un direttore del doppiaggio ?
WOLFGANG: A dir la verità, le occasioni per fare l'attore doppiatore in lingua tedesca nel settore cinema a Milano sono piuttosto risicate, nonostante il lodevole tentativo di alcuni studi di portare una parte di questo lavoro da Roma a Milano. La maggior parte del mio lavoro consiste quindi nella realizzazione di filmati istituzionali, documentari o didattici.
Mi ha particolarmente entusiasmato la parte realizzativa di un film cinema di cui ora mi sfugge il titolo e che nella versione tedesca non è mai uscito in sala. Questo lavoro comportava la traduzione, l'adattamento e il doppiaggio del film con parecchie voci italiane. Vista la penuria di professionisti del settore a Milano, ci siamo dovuti arrabbattare con circa sette doppiatori ai quali venivano assegnati ruoli e voci diverse. È stato bello lavorare con colleghi poco esperti e vederli crescere a mano a mano che i lavori avanzavano, vedere la loro soddisfazione di essere riusciti a realizzare dei labiali spesso non facili. Altri lavori che ricordo con piacere sono quelli realizzati per la collana "For Dummies", una serie di filmati che illustrano diverse attività di fitness da fare in casa, un corso di chitarra in cui mi sono dilettato a cantare, accompagnato dalla chitarra dell'attore. Momento emozionante è stato anche la realizzazione dei video sulla vita di Maria Callas, di Padre Pio, sulla Sacra Sindone.
Certamente il direttore del doppiaggio deve sapere fare un casting voci adeguato, la voce giusta per il personaggio giusto, poi, in sede di doppiaggio intervenire costruttivamente nei confronti del doppiatore, sapere cogliere dove sta il problema e comunicarlo in maniera adeguata. Poi bisogna essere svelti ad adeguare immediatamente la traduzione al modo di parlare del doppiatore, tagliare, aggiungere, cogliere le "sporcature", le pause... Bisogna sapere giudicare in un attimo sia la recitazione che il sincrono labiale. Da evitare sono comportamenti atti a bloccare il doppiatore, cercare di imporsi intimidendo magari chi già è poco sicuro invece di lasciare esprimere il doppiatore.
DANIELA: Quali colleghi stimi artisticamente , tra attori doppiatori e tra direttori?
WOLFGANG: Beh, fare dei nomi non mi sembra simpatico, e poi sono tanti... Devo dire che tutti quelli con i quali ho lavorato sono dei mostri di bravura, voci eccezionali, carismatiche. Ricordo una collega di Torino, doppiatrice e direttrice di doppiaggio bravissima, con la quale abbiamo realizzato un grosso lavoro per la Fiat. Grande prontezza nel cogliere la giustezza degli attacchi e delle chiusure, le intonazioni... in tedesco, il che è tutto dire...
DANIELA: "Diamo voce a chi voce non ha" www.diamovoce.it ... cosa ci puoi raccontare di questa esperienza, ne hai preso parte?
WOLFGANG: Essendo un progetto prevalentemente italiano, non ho avuto molte occasioni per parteciparvi dal momento che raramente si tratta di eventi che attraversano la frontiera. Tuttavia, negli anni passati ho realizzato uno o due filmati per associazioni Onlus. È certamente un'occasione per potere aiutare con la nostra professionalità e capacità di comunicazione a trasmettere dei messaggi importanti, perché possano farsi sentire coloro che sono meno fortunati di noi.
DANIELA: Grazie per la tua grande disponibilità e gentilezza e infine chiediamo di svelarci , se vorrai , qualche imminente progetto e di lasciare un messaggio per tutti gli appassionati di doppiaggio che ti stimano.
WOLFGANG: Il mio progetto più ambito, da quando sono emigrato in Francia (a Nizza, non troppo lontano dall'Italia...), è quello di farmi la mia saletta di registrazione ben attrezzata per potere lavorare in link con vari studi di Milano e comunque proseguire l'ottima collaborazione con studi e case di produzione in Italia. Per il resto vorrei ringraziare coloro che hanno avuto e hanno tuttora fiducia in me e nel mio modo di lavorare.